di S.F.
Un sindaco ‘su di giri’ mercoledì mattina in II commissione per il confronto sulla questione dell’esternalizzazione di due asili nido a Terni, il ‘Peter Pan’ di via Rosselli e quello aziendale in sviluppo in via Cadore. Con tanto di attacchi ad alcune strutture interne per la famosa proposta di delibera – passata in giunta e poi ritirata – e, a tratti, un’accesa discussione politica sul fatto. In ogni caso è in arrivo il bando. Sullo scontro per le assunzioni scriveremo a sé.
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A pungolare Stefano Bandecchi ci hanno pensato il capogruppo di FdI Roberto Pastura e Cinzia Fabrizi del Gruppo Misto che, da ex assessore ed esperta dirigente scolastica, conosce bene la tematica. Nonché le procedure amministrative: «Come mai c’è stato il dietrofront dopo l’atto per l’esternalizzazione? E cosa avete intenzione di fare? Si parla anche di mancanza di personale interno», ha ricordato l’ex Fratelli d’Italia. In aula – molto raro che accada per le commissioni – si è presentato direttamente Bandecchi. Con accanto l’assessore all’istruzione Tiziana Laudadio e la dirigente (sostituta di Francesco Saverio Vista, che aveva portato avanti il lavoro sulla proposta) Donatella Accardo.

«La delibera è stata ritirata – le parole di Bandecchi in apertura – perché scritta in maniera diversa rispetto alle disposizioni che avevo dato. Il direttore generale non l’ha controllata ed è venuta fuori totalmente diversa dal mio pensiero amministrativo. Il Comune non ha soldi per poter assumere altri insegnanti, o meglio, ci sono tante esigenze e al momento non è possibile. Per gli asili inoltre ci sono soldi stanziati mesi fa per gli arredi, ma ancora non sono stati acquistati. Evidentemente la direzione di questo Comune non risponde ai desideri del sindaco. Si interpretano invece di applicarli», uno degli attacchi del primo cittadino.

Bandecchi ha parlato di un bando in uscita: «Dove il privato può sostituirsi allo Stato per una forte esigenza del Comune. Un po’ come il principio della sanità convenzionata. Dove diciamo al privato ‘se vuoi noi ti diamo sede e struttura, il Comune chiede un euro per ogni bambini. L’unica spesa che l’ente avrà è per i pannolini. Se qualche privato aderisce ok, altrimenti resteranno chiusi», ha aggiunto il sindaco. «Il Comune non regalerà soldi a nessuno e gli asili saranno controllati». Con reprimenda al direttore generale: «Lo dico pubblicamente, non sbagli mai più. Ha mandato una delibera che non ha letto in maniera chiara, non conforme a ciò che io penso e scrivo». Aria caldina.

La Fabrizi non ha lasciato cadere l’assist: «Quindi approvate gli atti e non li leggete, prendo atto. Io contesto la scelta politica, è più importante che il Comune si occupi dell’educazione dei bimbi perché per le strade è più facile delegare. E prendo atto – Bandecchi aveva parlato di speranza di uscita bando per dicembre, ndr – che il Peter Pan non aprirà nemmeno a settembre». Anche Pastura ha accelerato: «Lei fa il sindaco part time e ne risente. C’è una contraddizione politica in tutto ciò, lei ha detto che non ci sarebbero state esternalizzazioni ulteriori. Ma la giunta dove sta? Ci sono solo il sindaco ed i dirigenti», il contrattacco in merito al modus operandi dell’amministrazione.

Il confronto è andato oltre l’ora: «Non dite più che faccio il sindaco part time, non si permetta. Ciò che stiamo facendo è politicamente in linea con ciò che abbiamo detto. In questa città ci sono più buche che bambini per colpa della destra e della sinistra, preferisco tappare le buche. E gli asili che abbiamo sopperiscono al problema, non ne servono altri. Non sono nati nemmeno 500 bambini e sono morte 1.700 persone. Spero vi rendiate conto che funzionerà meglio il forno crematorio che gli asili nido. Politicamente assurdo assumere degli insegnanti per me. Dobbiamo continuare a dare le nostre maestre, molto brave, a bimbi che non sono italiani. Io sono un liberale stronzo: per me purtroppo è deleteria questa cosa e preferisco tappare le buche», ha aggiunto.

Sul tema è intervenuto anche Valdimiro Orsini del Gruppo Misto: «Se il Comune riesce ad aprire le due strutture ci sono 39 posti in più e ciò va nella direzione di dare una risposta alle domande che arrivano dalle famiglie. Saranno i cittadini a giudicare, fondamentale è garantire la stessa qualità dei servizi. E ancora non ci sono gli arredi». Poi il breve intervento della Laudadio: «La concessione di servizi consente all’ente di mantenere il controllo su tariffe e monitoraggio». Pierluigi Spinelli (PD) ha tirato in ballo un altro argomento: «Sindaco, è vero che a fronte di 78 posti sono arrivate già 175 richieste? C’è una certa aspettativa per la riapertura. Avete soluzioni?».
A chiudere il cerchio ancora Bandecchi: «Dicembre era una battuta, non so quando apre. Ma nei tempi giusti». Anche il dg Claudio Carbone è stato invitato dal sindaco ad esporsi: «La delibera è in istruttoria e verrà portata la settimana prossima in giunta. I tempi di emissione del bando saranno congrui. Per quel che concerne la vecchia, nessuna mancanza sotto il profilo procedurale. Si è operato in piena trasparenza». Bandecchi confermerà poi che le richieste di posti sono effettivamente 173. «La vicenda è sfuggita di mano al sindaco. La delibera è stata proposta dall’assessore Laudadio, forse non ha potuto approfondire». Se ne parlerà ancora.






