di S.F.
«Lo stato di degrado dei manufatti è diffuso, grave e generalizzato e interessa in modo significativo gli elementi costruttivi, gli infissi e le finiture esterne». Questa la motivazione che porterà Terni Reti ad ‘eliminare’ otto strutture all’aviosuperficie Alvaro Leonardi: c’è il via libera del dirigente Piero Giorgini dopo la richiesta della società controllata dall’ente. La vicenda è consequenziale alla situazione creatasi con la convenzione 2009 tra l’ente, Atc Spa e Rotkopf Aviation Ltd.

Si tratta dei prefabbricati ad uso magazzino – piccoli edifici lignei, sei dei quali con veranda perimetrale – da anni in stato di abbandono che, secondo quanto emerso da sopralluoghi e verifiche, presentano «varie criticità sotto il profilo della sicurezza, per la presenza di impianti elettrici, vetri e materiale vario non classificato». Da qui la richiesta urgente di autorizzazione per lo smontaggio e lo smaltimento, quest’ultimo in collaborazione con Asm.
Se ne occuperà Terni Reti direttamente. La decisione è di natura economica: «Secondo una stima indicativa di primo livello, il costo per il ripristino degli edifici esistenti ammonterebbe a 72 mila euro, la fornitura e il montaggio di manufatti nuovi similari a 56 mila euro». La demolizione e il ripristino dell’area invece ‘solo’ 20 mila euro. Terni Reti sottolinea che, una volta liberata la zona dalle strutture, saranno realizzate attività a reddito finalizzate allo sviluppo dell’aviosuperficie. Il Comune dal canto suo «si riserverà il mantenimento della capacità edificatoria dell’area, riferita alla cubatura urbanistico-edilizia dei manufatti che saranno demoliti». C’è dunque il semaforo verde di Giorgini.






