Una lettera, indirizzata al sindaco di Terni Stefano Bandecchi, per rappresentare il disagio di una parte di città ‘colpita’ dai ladri – la banda è quella dell’Audi A6 di cui abbiamo scritto nei giorni scorsi – ed anche per sollevare una questione edilizia-urbanistica che rischia di agevolare azioni delittuose e che, comunque, rappresenta un elemento di degrado. Ad inviarla, un cittadino ternano residente in via della Pernice, nel quartiere di borgo Rivo.
«Per ben due volte, a distanza di due giorni – scrive il cittadino – questa banda è venuta a ‘fare visita’ nelle villette a schiera di via della Pernice, proprio dietro alla stazione (abbandonata) di borgo Rivo della Ferrovia Centrale Umbra. In una occasione sono riusciti ad entrare nella casa del mio vicino, incuranti anche della loro presenza e facendo danni e razzìa di quanto hanno trovato nella loro camera. Una seconda volta, a distanza di due giorni, hanno provato ad entrare in un’altra abitazione sempre della stessa schiera di villette ma hanno attirato l’attenzione di un cane che ha iniziato ad abbaiare, richiamando così il proprietario, e sono fuggiti per fortuna senza riuscire a penetrare nell’abitazione»
Oltre ad una riflessione sulla «non certezza della pena, perché anche se venissero presi nessuno li metterebbe in prigione, se non per due o tre giorni», il cittadino rimarca la presenza, proprio in via della Pernice, «di uno scheletro di due villette a schiera collegate alle altre che ha permesso ai ladri di salire comodamente sul tetto e ridiscendere poi facilmente nel terrazzo del mio vicino e quindi di entrare e rubare. Quest’opera incompiuta e ormai fatiscente – aggiunge – è lì da quasi trent’anni, dapprima bloccata da problemi di posizionamento, poi da un ricorso al Tar e poi non si sa da cos’altro». Numerose e ripetute le sollecitazioni, le richieste di chiarimento ed anche di accesso agli atti avanzate nel tempo dal cittadino residente, ma senza risultati concreti.
«Questa è una situazione atavica – scrive – e, oltretutto, di totale abbandono, con piante spontanee che stanno crescendo insieme a molte erbacce». Compresa la presenza di «topi ed anche qualche serpente che ogni tanto fanno capolino nei nostri giardini». Da qui la richiesta, rivolta al sindaco, «affinché possa chiedere agli uffici preposti di dirimere finalmente questa situazione diventata ormai insostenibile. Se questi ‘scheletri’ non rispettano più le normative, devono essere abbattuti o altrimenti completati o messi in sicurezza. In ogni caso la situazione di abbandono non è più sostenibile e l’area andrebbe bonificata».






