di S.F.
È arrivato in Consiglio di Stato il caso riguardante il concorso 2023 di Arpa Umbria per l’assunzione a tempo pieno ed indeterminato di un dirigente chimico da assegnare alla sede di Terni. Non cambia nulla perché è stato respinto l’appello proposto dalla ricorrente nei confronti dell’Agenzia e altre due candidate.
IL CONCORSO DEL 2023 TIRATO IN BALLO

La ricorrente aveva impugnato al Tar – niente da fare, a tal punto che ha chiesto la riforma della sentenza al Consiglio di Stato – la mancata ammissione alla prova orale del 19 giugno 2023 e tutti gli esiti successivi. Compresa la determina dell’allora direttore generale del 6 febbraio che ha confermato – post rivalutazione – il risultato della selezione. Il Tribunale amministrativo regionale ha in parte dichiarato improcedibile il ricorso ed in parte respinto.

Si sono costituiti in giudizio Arpa Umbria (difesa dall’avvocato Fabio Amici), Gaia Piccini e Valentina Stufara (Fabio Buchicchio il loro difensore). Il Consiglio di Stato spiega che l’appello è infondato: «La commissione ha adeguatamente esposto le ragioni che hanno condotto ad un giudizio di insufficienza della prova teorico-pratica sostenuta» dalla ricorrente (difesa dai legali Massimo Togna e Pasquale Freddino). Inoltre «parimenti infondate sono le censure con cui parte appellante deduce che non ci sarebbe un’adeguata prova che i giudizi assegnati dalla commissione ai concorrenti siano stati effettivamente discussi collegialmente ed approvati nella stessa data del verbale di riunione».
Per i magistrati amministrativi «le argomentazioni di parte appellante si rivelanobasate su generiche affermazioni prive di qualunque riscontro probatorio. Nel caso di specie, ritiene il collegio che nel merito del giudizio espresso dalla commissione, stante la ristretta sindacabilità di tali valutazioni, non ci siano margini per ritenere il giudizio palesemente illogico o irragionevole, in quanto lo stesso è adeguatamente e ampiamente motivato, specie in considerazione del fatto che la commissione si è rideterminata una seconda volta e ha ricorretto gli elaborati su ordine del Tar approntando una motivazione specifica e analitica». Storia chiusa. Firmano la presidente Silvia Martino e l’estensore Maurizio Santise.






