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Home » Terni, Confartigianato: «Su ‘Cantiere Comune’ avevamo ragione»

Terni, Confartigianato: «Su ‘Cantiere Comune’ avevamo ragione»

«Nell'estate del 2025 gli amministratori hanno alimentato una narrazione priva di riscontri tecnici»

di Simone Francioli
11 Giugno 2026
in Opinioni
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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di Confartigianato Imprese Terni

Le risultanze della IV Commissione Consiliare di Garanzia e Controllo, contenute in un documento ufficiale che è approdato al consiglio comunale questa settimana, hanno confermato quanto sostenuto da Confartigianato Terni: il progetto ‘Cantiere Comune’ nel 2025 è stato voluto sulla base di proclami politici privi di qualsiasi supporto tecnico-economico, in contrasto con principi di trasparenza e buona amministrazione.

Terni, ‘Cantiere Comune’: «Mai redatto uno studio volto a dimostrare la convenienza»

Ricordiamo che nell’estate scorsa gli allora amministratori comunali hanno attaccato duramente la nostra associazione di categoria. Confartigianato Terni stava semplicemente svolgendo il proprio ruolo istituzionale a tutela delle imprese associate. Avevamo sollevato precise riserve tecniche sulla scelta di internalizzare le asfaltature tramite l’acquisto di mezzi e l’assunzione di operai. Sostenevamo che quell’operazione non fosse sufficientemente giustificata e che i risparmi propagandati fossero privi di fondamenta e lontani dalle reali dinamiche di mercato. La questione, del tutto pubblica, non è contestabile e può essere facilmente riscontrata dai comunicati e dalle dichiarazioni di quell’increscioso passaggio del confronto pubblico cittadino.

Nell’estate del 2025 gli allora amministratori comunali, tramite conferenze stampa appositamente convocate e altri canali ufficiali, hanno alimentato una narrazione priva di riscontri tecnici. Durante quegli incontri pubblici, i vertici politici del Comune sostenevano l’esistenza di risparmi strabilianti nell’esecuzione diretta dei lavori rispetto ai costi previsti dai prezzari regionali applicati agli appalti privati, indicando un abbattimento della spesa dal 75% al 55%.

Tale massiccio risparmio è rimasto tuttavia una illusione propagandistica e un’astrazione scollegata dalla realtà: la Commissione ha infatti accertato che non è emersa l’esistenza di alcuna valutazione tecnico-economica formalizzata e messa per iscritto che attestasse la convenienza del modello adottato dal Comune.

Sulla stessa linea, gli amministratori comunali dell’epoca dichiaravano pubblicamente che l’acquisto dei nuovi macchinari per l’asfaltatura avrebbe consentito di avviare, in totale autonomia e tramite l’impiego esclusivo degli operai comunali, il completo rifacimento delle strade cittadine. Il documento della Commissione dice altro: a fronte di una quota minima di metri quadrati asfaltati internamente (principalmente circoscritti a Via delle Cinque Strade), la stragrande maggioranza della superficie stradale — quantificabile in ben 70.000 metri quadrati — è stata comunque affidata a ditte private esterne tra il 2025 e il 2026.

Questo è avvenuto precisamente perché i proclami politici si scontravano con le regole del mercato e le reali capacità operative del settore comunale. La Commissione nel recente documento ufficiale ha qualificato quelle scelte come una «decisione di natura eminentemente politico-organizzativa, non accompagnata da un adeguato supporto analitico». È emerso con chiarezza che l’amministrazione ha proceduto senza lo studio preliminare
di convenienza, che rappresenta un onere preciso per giustificare la deroga al mercato esterno.

Per quanto sopra esposto il modello ‘autarchico’ del Cantiere Comune, almeno nel modo e nelle finalità con le quali è stato presentato dagli allora amministratori al pubblico, non risponde al vero; infatti, risulta che i grandi interventi strutturali hanno continuano a essere gestiti tramite appalti (e non poteva essere diversamente), mentre i mezzi acquistati dal Comune sono stati utilizzati per interventi limitati o sono rimasti inoperosi per lunghi periodi.

Chiediamo che l’amministrazione comunale prenda atto della realtà dei numeri e faccia un atto di verità, cessando di alimentare, anche indirettamente, una narrazione smentita dai propri stessi uffici tecnici. Non volendo né oggi, né allora inserirci in un dibattito politico, certamente legittimo tra maggioranza e opposizioni, riconosciamo e ringraziamo quanti nel mondo politico hanno ascoltato e approfondito le nostre osservazioni tecniche, mentre prendiamo atto con rammarico che quelle nostre stesse affermazioni, che oggi vengono acclarate dalle risultanze, ci hanno visto pressoché soli nel mondo economico cittadino a sostenere questo confronto con gli allora amministratori, che ci rivolgevano accuse ingiuste quanto infondate.

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