Riceviamo e pubblichiamo una nota del consigliere del Pd Leonardo Patalocco in merito all’approvazione del Dup 2026-2028.

Troppo ottimistica la visione della città da parte di sindaco e giunta, i numeri raccontano una realtà diversa. Non basta vantare la scalata di posizioni nella classifica generale del Sole 24h relativa al 2024 sulle città capoluogo di Provincia per parlare di miglioramento e progresso.
L’inconsistenza del Dup è in questo: non si vede che la città cresce a fatica e che la società non progredisce e, a fronte di questa illusione, si propongono manovre insufficienti e scollegate da una realtà che ci dice innanzitutto una cosa: che l’avanzamento della nostra città in classifica avviene per demeriti altrui piuttosto che per meriti propri, che le disuguaglianze sono in crescita e che il gender gap è assolutamente in aumento.
Per quanto riguarda il mondo del lavoro le posizioni perse sono dieci, mentre l’aspetto demografico fotografa una società statica, che non si occupa dei suoi anziani (89mi), con un tasso di fecondità praticamente allo zero e dove le donne guadagnano di meno degli uomini, calano nell’occupazione (-3,4%) e nell’imprenditoria (-0,9%).
L’ambiente rimane al palo: si sale di sole 2 posizioni e Terni esce dalla classifica dei Comuni ricicloni per l’eccessiva presenza di materiali non compostabili, le tariffe dei rifiuti aumentano e continuiamo ad essere drammaticamente indietro sulle energie rinnovabili (86mi su illuminazione pubblica sostenibile, 64mi per densità di impianti fotovoltaici) e a presentare una rete idrica colabrodo (68mi per efficienza).
Continua a essere pesante la situazione delle Pm10 e registriamo una pessima 83esima posizione per quanto riguarda la resilienza climatica (siamo ancora in attesa di conoscere il piano di ripiantumazione del Comune). A fronte di ciò si sceglie di non puntare sulle energie rinnovabili bensì sul nucleare, una scelta più costosa, più vaga e che non risolverebbe il problema dell’indipendenza energetica non essendo l’Italia paese produttore di uranio.
Da ultimo è utile analizzare la crescita di sicurezza (+19) e cultura (+26). La prima è dovuta sensibilmente alla bassissima (per fortuna) incidenza di eventi delittuosi, ma presenta numeri allarmanti per quanto riguarda truffe, indice di criminalità, furti e rapine. Drammatica la 96ma posizione per quanto riguarda i reati legati al mondo della droga, un’emergenza sociale che quasi doppia la media italiana. La soluzione per tutto ciò non può essere il controllo di vicinato, che consiste solo in un richiamo al dovere civico di ciascuno di noi di segnalare pericoli per la comunità, un dovere che già esiste.
Per la cultura, un solo esempio emblematico: alla 18ma posizione per offerta culturale fa da riscontro la 95ma posizione per le presenze. In sintesi: vengono offerti spettacoli ed eventi ai quali partecipa poca gente. E fortuna che l’indicatore bar, cinema e ristoranti presenti è buono (12ma posizione), un indicatore cui al Comune è dovuto nulla. Così come è dovuto nulla, visto che è sostanzialmente opera e merito di privati, all’aspetto che rappresenta evidentemente il futuro della città: la creazione di start-up sul territorio, che ci vede in 4 posizione in Italia. Impresa di privati, appunto.






