Tre condanne – oltre quella pregressa del 54enne romano R.V., circa sette anni di reclusione fra giudizio abbreviato e patteggiamento – e un’assoluzione. Questo l’esito del processo legato all’indagine Hirudo, condotta da squadra Mobile di Terni e Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza, con il coordinamento della procura ternana, emersa nel novembre del 2021 con cinque arresti.
Sotto la lente degli inquirenti ci erano finiti nove distinti episodi di usura avvenuti fra il 2018 e l’aprile del 2021, ai danni di famiglia ma pure imprenditori. Che a volte venivano attratti da investimenti spacciati per grandi affari, subito remunerativi, salvo poi perdere i soldi e avere bisogni di prestiti. In altri casi si partiva già da situazioni di sofferenza economica, come un invalido ternano a cui servivano 3 mila euro per pagare il funerale della madre, costretto poi a restituirne 6 mila.
La sentenza è stata emessa martedì pomeriggio dal tribunale di Terni in composizione collegiale – presidente Chiara Mastracchio, giudici Francesco Maria Vincenzoni ed Elisa Fornaro – alla presenza dei legali difensori degli imputati (in parte presenti all’udienza), della parte civile costituita e del pubblico ministero d’udienza, Camilla Coraggio.
Le condanne sono state emesse nei confronti del 37enne ternano C.F. (tra anni di reclusione e 6 mila euro di multa), i fratelli romani A.R. (61 anni) e C.R. (59) con pene rispettive di 2 anni e 4 mesi e di 2 anni, oltre a 5 mila di multa ciascuno. Assolta invece la 70enne ternana L.G.. I tre imputati condannati in primo grado, sono stati comunque assolti per alcuni dei capi contestati ed ognuno sono state riconosciute le attenuanti generiche, equivalenti con l’aggravante contestata.
L’unica parte civile, costituitasi attraverso l’avvocato Arnaldo Sebastiani, si è vista riconoscere una provvisionale di 10 mila euro – che dovranno versare in solido C.F. e A.R. – con somma definitiva da stabilirsi in sede civile. Le difese delle quattro persone complessivamente condannate per Hirudo sono rappresentate dagli avvocati Fabio Massimo Guaitoli, Donatella Panzarola, Francesco Mattiangeli, Paolo Barone e Antonio Castucci.

La donna assolta è invece assistita dagli avvocati Marco Gabriele e Manlio Morcella. «Siamo molto soddisfatti – affermano gli avvocati Gabriele e Morcella – per l’esito del processo per la nostra assistita, la signora Loredana Giovannetti. Una vicenda giudiziaria durata circa sei anni e conclusasi nel migliore dei modi. Riteniamo che il collegio abbia correttamente valorizzato quanto emerso nel contraddittorio dibattimentale, nel pieno rispetto del principio dell’oltre ogni ragionevole dubbio. È una sentenza che, per ciò che attiene la nostra posizione, riteniamo giusta, proprio perché fondata su una rigorosa verifica della prova nel corso del dibattimento e che restituisce, anzitutto, serenità alla nostra assistita dopo un lungo e complesso percorso processuale».
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