Terni e il teatro. Andando oltre le attuali diatribe che si protraggono sì da anni ma che rivelano solo in minima parte la storia culturale e popolare della città, ben più articolata e profonda. Il tentativo di scavare fino agli agli albori – ben riuscito e non privo di rimandi all’attualità – è di Francesco Camuffo, una delle figure di riferimento del territorio, e non solo, quando si parla di cultura. La sua ultima creazione editoriale – autoprodotta – si intitola ‘Un qualche onesto divertimento – Vicende teatrali a Terni dal 1732 ad oggi’. Edito da Morphema, il libro è in vendita online sul sito web della casa editrice e presso i seguenti esercizi commerciali: Pazzaglia, librerie Feltrinelli, Giunti, Laurentiana, Alterocca, Mondadori, presso l’edicola viale della Stazione.
Terni esiste molto prima dell’avventura industriale
«È il 1732 – si legge nella presentazione – quando per la prima volta a Terni si affronta la discussione sull’opportunità di costruire un teatro pubblico. In quell’anno un gruppo di cittadini invita la Sagra Congregazione del Buon Governo a concedere il permesso e l’aiuto economico per costruire un teatro, dove allestire commedie, così necessarie per bene allevare la gioventù e per dare un qualche onesto divertimento a tutto il popolo nei tempi di carnevale. Inizia così una storia sorprendente, provinciale e al tempo stesso emblematica delle grandi trasformazioni culturali che attraversano l’Italia e l’Europa. Una storia rimessa in ordine per la prima volta: gli spazi, le produzioni, il pubblico, i luoghi. Una città che esiste molto tempo prima dell’avventura industriale e che trova approdi anche nelle dinamiche dell’oggi. Un gorgoglìo sorprendente e tutto da approfondire».






