A distanza di un anno dall’operazione ‘Amazzone’ condotta dalla IV sezione antidroga della squadra Mobile di Terni con il coordinamento del pm Giorgio Panucci – 17 gli arresti e un totale di 31 persone indagate -, venerdì sono arrivate le prime sentenze per quattordici imputati che hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato. E l’ammontare delle pene emesse dal gip Francesco Maria Vincenzoni per questa prima ‘tranche’ – al netto dei patteggiamenti – supera i 50 anni di reclusione.

Nel dettaglio, le condanne più pesanti riguardano il 36enne pugliese G.P. (10 anni e 60 mila euro di multa, richiesta 16 anni e 8 mesi), la 37enne campana M.R. (6 anni e 4 mesi e 35 mila euro di multa, chiesti 9 anni), il 54enne N.V. e il 53enne F.G. entrambi ternani (ciascuno 6 anni e 30 mila euro di multa). Poi, 5 anni di reclusione e 25 mila euro di multa per il 59enne ternano A.M. e il 39enne tunisino N.E.R., 3 anni di reclusione e altre multe per il 37enne del Marocco T.T., il 49enne ternano S.P. e il 29enne tunisino C.A.B.A.. Le restanti cinque condanne vanno da 2 anni fino 10 mesi di reclusione. Sei i patteggiamenti, da un massimo di 4 anni – ma in continuazione con una precedente sentenza – fino a qualche mese di reclusione. Infine lo stralcio per il processo ‘ordinario’, che riguarderà sette imputati.

L’indagine di squadra Mobile e procura di Terni, partita da alcune segnalazioni anonime sull’app YouPol relative ad episodi di spaccio e andata avanti per circa un anno, aveva fatto finire in manette i presunti fornitori del gruppo che, secondo quanto ricostruito, ricevevano la droga direttamente a Terni. Coinvolti anche una quindicina di intermediari che si occupavano di custodire la droga che veniva poi spacciata al dettaglio dalla restante parte degli indagati, per lo più cittadini nordafricani. Durante le perquisizioni contestuali agli arresti, gli investigatori della Mobile avevano anche trovato due pistole nella disponibilità di uno degli indagati. E fra i beni oggetto di sequestro preventivo, per un ammontare complessivo di circa 260 mila euro, c’era finito anche un cavallo: da qui il nome dell’indagine ‘Amazzone’.

Il processo di venerdì ha visto in campo gli avvocati Umberto Martella, Lorenzo De Luca, Francesco Mattiangeli, Alessio Pressi, Ivano Fontana, Ivano Chiesa, Flavio Aristei, Donatella Panzarola, Massimo Carignani, Luigi Fiocchi, Valentino Viali, Doriana Succhiarelli, Giuseppe Sforza e Marco Francescangeli. Alle difese spetterà decidere se impugnare la sentenza in appello o farla passare in giudicato, ottenendo la riduzione di un sesto della pena. Così l’avvocato Mattiangeli, difensore del 36enne pugliese G.P.: «Sono moderatamente soddisfatto per l’esito, alla luce del ridimensionamento della richiesta del pm che aveva sollecitato per il mio assistito una condanna ad 16 anni e mesi 8. Valuteremo se proporre appello o chiedere la riduzione di un un sesto ex Cartabia».
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