Un danno erariale causato indirettamente al Comune di Terni, sotto forma di perdita del capitale sociale di Umbria Servizi Innovativi Spa (USI Spa) pari ad 1.265.789 euro. Questa la contestazione mossa dalla procura regionale della Corte dei Conti dell’Umbria nel dicembre del 2023 a sette convenuti – uno dei quali successivamente deceduto – fra cui l’ex sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo. Questa vicenda, affrontata poi dalla Corte dei Conti dell’Umbria, si è chiusa con la sentenza che riconosce l’intervenuta prescrizione della contestazione relativa alle conseguenze della liquidazione della società in house, che si occupava di mobilità, gestione dei tributi/patrimonio e dematerializzazione, dichiarata nel settembre del 2015 e seguita nel giugno del 2019 dal fallimento.
Il punto di vista della procura regionale presso la Corte dei Conti dell’Umbria era che il fallimento di USI Spa fosse stato causato «dalla pessima gestione della società e, in particolare, dalla costante omessa riscossione dei crediti vantati nei confronti del Comune di Terni». Da qui la contestazione di danno erariale agli ex componenti del cda di USI Spa Franco Fogliano ed Elena Benucci, ai componenti del collegio sindacale Antonio Brescia ed un secondo venuto poi a mancare, all’ex sindaco Di Girolamo, all’ex assessore Vittorio Piacenti D’Ubaldi e all’ex liquidatore Cristiano Chiappafreddo.
Ciascuna difesa – avvocati Patrizia Bececco, Lietta Calzoni, Simona Rossi, Nicola Pepe, Mario Rampini – oltre a rimarcare il superamento dei termini di prescrizione (quinquennale), ha chiaramente sostenuto l’estraneità del proprio o dei propri assistiti in ordine a quanto ricostruito dalla magistratura contabile, osservando come nessuna responsabilità fosse riconducibile al loro operato, improntato alla correttezza ed alla trasparenza. La Corte umbra, presieduta da Giuseppe De Rosa, ha riconosciuto questi punti di vista in merito all’intervenuta prescrizione, dichiarando di fatto chiuso il procedimento amministrativo-contabile.






