Una fiaccolata pacifica da piazza della Repubblica fino in piazza Tacito «per difendere l’autonomia sanitaria del territorio». Ad organizzarla sono i partiti del centrodestra (FdI, FI, Lega) ed i movimenti civici (Umbria Civica, Noi Noi Moderati, Udc, Civitas) di Terni per la serata di giovedì 11 giugno.
L’evento inizierà alle 21: «I partiti del centrodestra e i movimenti civici di Terni scendono in piazza per difendere la sanità del territorio. Di fronte all’ipotesi – spiegan – di superamento della Asl Umbria 2 e alla prospettiva di un’unica azienda sanitaria regionale con sede lontana dal nostro territorio, la città si mobilita per dire no a una scelta che rischia di penalizzare gravemente i cittadini ternani e dell’intera Umbria meridionale. Nasce così la necessità di una manifestazione pacifica ma determinata per ribadire che la sanità deve essere organizzata in funzione dei bisogni dei cittadini, e non sulla base di scelte politiche illogiche che allontanano i centri decisionali dai territori».
I promotori evidenziao un aspetto: «Dove sono i dati in grado di dimostrare che un accentramento amministrativo di tale portata si traduca in maggiore efficienza nei servizi sul territorio o in risparmi reali per la collettività? L’unificazione e la cancellazione dell’autonomia dell’azienda territoriale determinerà gravi conseguenze».
Vale a dire «perdita di servizi e scippo al territorio: si crea una struttura più grande e distante, con una governance meno vicina ai bisogni delle comunità locali e minore capacità di programmazione; dietro il progetto di unificazione delle Asl si intravede il concreto pericolo di creazione di un’azienda ospedaliera regionale unica – fatto che, dopo l’immobilismo della Regione sul nuovo ospedale (un’opera vitale paralizzata in un eterno stallo, che rischia di restare un miraggio per i prossimi decenni condannando la città a una struttura superata), finirebbe per far perdere definitivamente al presidio di Terni la sua centralità per l’Umbria meridionale; danni all’economia e al lavoro: si prospettano pesanti ricadute occupazionali e un ulteriore impoverimento del tessuto economico cittadino; perdita di rappresentanza: non è una mera questione burocratica, ma di garanzia e tutela degli interessi sanitari di un territorio che non può essere considerato periferico».
In arrivo anche una raccolta firme «a sostegno della necessità di scongiurare la chiusura della Asl di Terni.
Rifiutiamo l’allontanamento dei centri decisionali, il depotenziamento di Terni nelle scelte regionali, la minore attenzione alle esigenze locali, la progressiva contrazione delle funzioni sanitarie. Invitiamo tutti i ternani, le associazioni, le categorie produttive e i cittadini dell’Umbria meridionale a partecipare numerosi. Questa è una battaglia di tutti, una battaglia per difendere – concludono i partiti – una sanità del territorio efficiente nei servizi, radicata e capace di garantire il ruolo che Terni ha all’interno del sistema sanitario regionale. Terni merita rispetto. Terni merita una sanità di prossimità. Terni non si arrende».






