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Home » Terni: Ferranti sospeso 15 mesi da Forza Italia. E lui fa causa al partito

Terni: Ferranti sospeso 15 mesi da Forza Italia. E lui fa causa al partito

La decisione del Collegio nazionale dei provibiri è «definitiva». Ridotta la sospensione di 24 mesi decisa in Umbria. «Farò valere le mie ragioni»

di Simone Francioli
1 Aprile 2026
in Politica
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
Bandecchi e Ferranti

Bandecchi e Ferranti

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Francesco Maria Ferranti sospeso in via definitiva da Forza Italia per quindici mesi. A darne notizia è lo stesso partito in una nota.

Francesco Maria Ferranti

«Il Collegio nazionale dei probiviri di Forza Italia – si legge nel comunicato – ha emesso il provvedimento definitivo di sospensione dal partito per 15 mesi di Francesco Maria Ferranti, il consigliere comunale e provinciale che nell’aprile del 2025 decise, in contrasto con le indicazione degli organi regionali, provinciali e comunali del partito, di accettare la proposta di Bandecchi di ricoprire la carica di vice presidente della Provincia di Terni».

«Il provvedimento – prosegue la nota di Forza Italia – conferma l’impianto della precedente pronucia del Collegio regionale dei probiviri dei primi di febbraio, affermando che le condotte di Ferranti sono state ‘connotate da particolare gravità perché si pongono in stridente contrasto con la linea politica assunta da Forza Italia a livello locale’, riducendo la durata della sospensione da 24 a 15 mesi in ragione della lunga militanza di Ferranti nel partito».

Antonio De Angelis

«Non entriamo nel merito di una decisione assunta da un organo statutario nazionale, autonomo dagli organi dirigenziali del partito – affermano Stefano Fatale e Antonio De Angelis, rispettivamente segretario provinciale e comunale di Forza Italia Terni -. Prendiamo atto che la sanzione della sospensione di 15 mesi è tra le più severe mai inflitte a livello nazionale in 30 anni di storia del nostro partito. Ciò a riprova della gravità del comportamento di Ferranti e, soprattutto, a conferma che in Forza Italia le decisioni assunte dagli organi collegiali del partito vanno rispettate e che nessuno può decidere in autonomia, e contro le indicazioni del partito, la linea da seguire».

Tempo qualche ora e arriva la replica del diretto interessanto, Francesco Ferranti. «Ritengo che anziché preoccuparsi dell’entità della sentenza – scrive in una nota – alcuni quadri del partito locale dovrebbero pensare ai risultati pessimi dell’ultimo referendum, dove il ‘No’ è prevalso in tutte le sezioni del centro città, di norma roccaforti di Forza Italia. Tutto ciò nonostante lo spendersi in prima persona di alcuni esponenti recentemente ingaggiati. Prendo atto della decisione del Collegio nazionale dei probiviri che ha parzialmente riformato la pronuncia di primo grado emessa dal Collegio regionale dell’Umbria. Il Collegio nazionale ha infatti ridotto la sanzione della sospensione da 24 a 15 mesi, riconoscendo formalmente la mia lunga militanza e l’impegno profuso con successo, per moltissimi anni, per rafforzare la rappresentatività del partito sul territorio».

«Politicamente – aggiunge Francesco Ferranti – non condivido questa linea e questa decisione, poiché Bandecchi orbita nel Partito popolare europeo, con Bandecchi ci siamo alleati alle regionali in Umbria e alle elezioni comunali in molte città tra cui Genova. Inoltre Bandecchi ha pubblicamente finanziato la campagna elettorale di un esponente ternano del partito alle ultime elezioni politiche del 2022 con ben 30 mila euro».

«Tuttavia – osserva il consigliere e vice presidente della Provincia di Terni – pur nel rigoroso rispetto istituzionale del provvedimento, non posso nascondere il mio profondo rammarico per il mancato accoglimento di doglianze che ritengo pienamente legittime e fondate in diritto. Nel corso del procedimento ho evidenziato criticità procedurali dirimenti: dal mancato riconoscimento di un mio legittimo impedimento a presenziare all’audizione, alla compressione del diritto di replica, fino al mancato rispetto del limite di durata del procedimento disciplinare di 60 giorni stabilito dall’articolo 69 dello Statuto. Anche nel merito, ritengo di aver fornito in sede giudicante ampia e documentata prova della coerenza del mio operato politico, seppur tali argomentazioni non abbiano trovato il pieno accoglimento sperato».

«Per queste ragioni, ed essendo pienamente convinto della correttezza delle mie posizioni – annuncia Francesco Maria Ferranti – annuncio che impugnerò la sanzione disciplinare dinanzi all’autorità giudiziaria ordinaria. Il ricorso sarà depositato presso il Foro territorialmente competente, ovvero il tribunale civile di Roma, città dove si trova la sede legale del movimento, entro il termine perentorio di 6 mesi dalla notificazione del provvedimento, così come previsto dall’articolo 24, comma 3, del Codice Civile per le associazioni non riconosciute. Confido che in quella sede terza, le mie istanze in fatto e in diritto possano essere finalmente riconosciute. Infine, ci tengo a sottolineare un principio per me fondamentale: la politica si fa tra la gente e per la comunità. Alla fine di ogni percorso, sono sempre i cittadini a dover giudicare in via definitiva l’operato di chi li rappresenta e le urne sapranno riconoscere chi ha sempre profuso impegno e costanza. Forte del lavoro svolto quotidianamente e della dedizione al territorio – conclude -, su questo fronte non temo alcun giudizio che non sia conforme alla realtà dei fatti».


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