«Il nostro locale è chiuso per quindici giorni a seguito di un provvedimento ai sensi dell’articolo 100 del Tulps. Non entriamo nel merito della decisione, ma non possiamo restare in silenzio».
Così i dipendenti del Caffè Commercio di via Di Vittorio, a Terni, teatro – nella notte fra giovedì e venerdì scorsi – dei violenti fatti che hanno portato all’arresto di una persona, al ferimento di altre due, alle indagini – in corso – dell’Arma dei carabinieri e quindi alla chiusura temporanea del locale decisa dalla questura di Terni.

«Questa chiusura – affermano in un post social con tanto di foto di gruppo – mette a rischio il lavoro di dieci famiglie. Dieci storie, dieci vite che oggi si trovano in difficoltà. Il Caffè Commercio è aperto da oltre 30 anni. Un punto di riferimento che, soprattutto nell’ultimo anno, ha scelto responsabilmente di non lavorare nelle ore notturne per limitare situazioni potenzialmente pericolose. Nonostante l’impegno costante dei titolari e di tutto il personale – scrivono – ci troviamo spesso a gestire contesti complessi, a volte imprevedibili, legati a un disagio che tutti conosciamo e che non può ricadere interamente su chi lavora».
«Oggi – si legge ancora nel post – chiediamo alle istituzioni un gesto concreto: rivedere la durata di questa chiusura. Quindici giorni sono un tempo troppo lungo, che rischia di avere conseguenze irreparabili. Chiediamo anche ai cittadini di non lasciarci soli. Il vostro supporto, anche solo condividendo questo messaggio, può aiutarci a farci ascoltare. Difendere questo locale significa difendere il lavoro, la dignità e il futuro di dieci famiglie».
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