di Maria Luce Schillaci
Riqualificare l’attuale ospedale di Terni a Colle Obito, completare l’anello viario interno e in uscita in via VIII Marzo, realizzare una prima metà del parcheggio per 300 posti auto, ampliare il pronto soccorso di 700 metri quadrati, installare ascensori, edificare un nuovo Blocco Sud con nuovi ambulatori.
Queste sono alcune delle proposte avanzate dal Comitato per la difesa dell’ospedale che continua il pressing su istituzioni e politici facendo sentire la propria voce anche con i social e un nuovo sito Internet. Questa mattina in Bct i portavoce del Comitato, Gianni Giovannini e Federico Di Bartolo, hanno messo i classici puntini sulle ‘i’’: «Si sta perdendo tempo, la nostra proposta abbassa i costi e potrebbe dare alla comunità un ospedale moderno ed efficiente in 5, massimo 6 anni».
Di Bartolo pala chiaro: «C’è scetticismo tra la cittadinanza, perché dopo sei anni di giunta Tesei e due anni di giunta Proietti, ancora su alcune priorità di termine come la definizione del percorso, della costruzione di un ospedale, c’è immobilismo. Noi – rimarca – siamo di un’altra opinione: ampliare, riqualificare l’esistente a Colle Obito. Ora è tutto in alto mare, con una previsione, studio fatto dalla Regione, di delocalizzazione di questa struttura che va dai 600 ai 800 milioni, noi diciamo che è un’ipotesi non percorribile, perché le finanze locali e nazionali, chiunque cittadino lo sa, sono tali che queste risorse pubbliche non sono disponibili e significherebbe ricorrere al credito, il che significa pagare un volume di denaro da restituire, più il capitale che è assolutamente insostenibile Invece che ai muri bisogna guardare alle questioni fondamentali, ovvero le prestazioni della qualità, tecnologia, competenze organici, perché su questo versante non ci sono risultati, ogni giorno c’è un annuncio, ma il problema è migliorare complessivamente il funzionamento dell’ospedale, a cominciare dalla viabilità fino alla redistribuzione delle organizzazioni e dei reparti, per migliorare la percorrenza, la gestione dei flussi, il lavoro dei medici e la cura dei pazienti. Noi su questo non intendiamo mollare nella discussione, chiamando poi chiunque abbia interesse a far sentire la propria voce, perché su queste cose deve decidere la politica democraticamente, ma la politica deve ampiamente motivare le scelte che fa. Noi – evidenzia ancora – su questo saremo molto rigorosi, ci siamo organizzati e ci organizzeremo sempre di più per stimolare questa partecipazione».
Aprire un dibattito costante anche con un nuovo sito presentato ufficialmente in Bct: «Il sito del Comitato di difesa dell’ospedale – spiega Giovannini – da pochi giorni ha mosso i primi passi, riteniamo che sia un’opera importante per noi come Comitato per migliorare l’aspetto comunicativo, ma anche per tutti i cittadini perché è un sito ricco di spunti, di riflessioni sulla sanità. Quindi la determinazione nostra è di continuare a lavorare sulla concretezza, noi abbiamo fatto in poco tempo una proposta che è rimasta tale perché è stata ignorata dalle istituzioni, di fatto c’è un silenzio assordante nei confronti di questa nostra proposta. L’effetto paradossale – puntualizza – è che mentre i cittadini propongono delle proposte equilibrate dal punto di vista economico e finanziario, la parte delle istituzioni invece è quella di chi vuole spendere il più possibile, è un effetto veramente paradossale. Come è paradossale il fatto che le istituzioni continuino a rinviare le decisioni, per esempio riguardo all’azienda territoriale unificata. Come cittadini – conclude – vogliamo uscire da questo guscio di incertezza».






