Aveva soltanto 55 anni Roberto Ascani, maresciallo della Guardia di finanza, originario di Montefranco (Terni), in forza al Gruppo di Terni – Sezione operativa Volante. Mercoledì mattina poco dopo le 9, mentre era al lavoro con i colleghi presso il comando provinciale di via Donato Bramante, un grave malore lo ha colpito. Soccorso dagli stessi colleghi, anche con l’ausilio del defibrillatore presente negli uffici, e poi dagli addetti della vicina Usl Umbria 2, è stato trasportato d’urgenza in ospedale del 118 ma il suo cuore ha cessato di battere poco dopo. Lascia la moglie, un figlio di 21 anni, tutti i familiari, gli amici e i colleghi che nel tempo ne hanno apprezzato le qualità umane e professionali.

In passato aveva operato sia a Foligno che a Roma e da un paio di anni era tornato a Terni. Il suo è stato un impegno a fianco degli altri espresso anche nell’ambito del volontariato e in particolare con l’associazione Ferriera Terni di Protezione Civile, per la quale aveva fondato – insieme ad altri – la sede di Arrone. I funerali di Roberto Ascani si terranno venerdì 8 agosto alle ore 10 presso la chiesa di Sant’Antonio da Padova, in via Curio Dentato a Terni. E in tanti saranno lì per tributare l’ultimo saluto a un uomo per bene.
Il malore – spiega il comando provinciale di Terni delle Fiamme Gialle – lo ha colpito «mentre era impegnato in attività in caserma, pronto ad uscire in pattuglia dopo il briefing quotidiano, sempre sereno, disponibile e con la sua forte carica umana». Roberto Ascani «è stato prontamente soccorso dai militari presenti, addestrati al primo intervento, e subito dopo dal personale medico allertato e intervenuto in pochissimi minuti. Si è però, purtroppo, spento presso la sala rianimazione dell’ospedale ‘Santa Maria’ di Terni per arresto cardiaco, nonostante i molteplici tentativi fatti da tutta l’equipe medica per salvargli la vita». La Guardia di finanza di Terni, a nome del comandante provinciale – colonnello Mauro Marzo – lo ricorda come «un militare generoso, impegnato nel controllo del territorio, in servizi contro l’abusivismo commerciale, il lavoro nero e il sommerso d’azienda. Lascia un vuoto incolmabile per l’energia, l’entusiasmo e il grande attaccamento alla Guardia di finanza a cui era orgoglioso di appartenere».







