Un pronto soccorso ampliato, con nuove dotazioni e il raddoppio dei posti letto di osservazione breve. I lavori, giunti quasi a conclusione, sono stati presentati e inaugurati lunedì mattina all’ospedale ‘Santa Maria’ di Terni. Presenti i vertici aziendali e della sanità umbra, il direttore generale dell’azienda ospedaliera Andrea Casciari, il primario dell’emergenza-urgenza del ‘Santa Maria’ Giorgio Parisi, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il prefetto Antonietta Orlando, il rettore di UniPg Massimiliano Marianelli, il vice sindaco di Terni Paolo Tagliavento e diversi altri esponenti delle istituzioni.
La superficie del pronto soccorso di Terni passa da circa 1.500 a 2.200 metri quadrati con un incremento del 58%. Di questi, ampia parte riguarda l’area ‘barellati’, spazio fra i più critici per la presenza di pazienti in attesa di un ricovero, a volte per diverse ore e altre per qualche giorno. L’investimento complessivo, di circa 2 milioni di euro da Pnrr, ha consentito anche il riutilizzo del cosiddetto ‘modulo Covid’ – costato a suo tempo circa 2,5 milioni di euro – dove ha trovato spazio la nuova osservazione breve con dodici posti letto: numero che potrà anche ampliarsi, in caso di necessità.
I dettagli
Come riporta una nota dell’ospedale di Terni, «l’intervento rappresenta un passaggio strategico nel percorso di modernizzazione e di rafforzamento della risposta in emergenza-urgenza, reso possibile grazie a un investimento complessivo di circa 1,5 milioni di euro per le opere strutturali e 374.662 euro per l’adeguamento tecnologico, finanziato con fondi Pnrr. Il progetto ha comportato un significativo ampliamento delle superfici del pronto soccorso che passano da 1.390 a 2.205 metri quadrati, con un incremento di 715 metri quadrati. Un aumento che non riguarda solo lo spazio fisico, ma una vera e propria riorganizzazione funzionale degli ambienti, con l’obiettivo di migliorare la gestione dei flussi, ridurre i tempi di attesa e garantire maggiore sicurezza e qualità dell’assistenza».
«Tra gli interventi più rilevanti – prosegue la nota del ‘Santa Maria’ – la riconversione del modulo ‘Poli’ (ex Covid, ndR) in una nuova area di ssservazione breve intensiva (Obi) di 325 metri quadrati, dotata di 12 posti letto dedicati ai pazienti che necessitano di monitoraggio clinico prolungato. Questa soluzione consente una gestione più appropriata dei casi complessi, evitando sovraccarichi nelle aree di trattamento e migliorando la continuità assistenziale. Parallelamente, l’ampliamento dell’area di osservazione permette una gestione più fluida dei pazienti in attesa di diagnosi o stabilizzazione, contribuendo a ridurre le criticità nei momenti di maggiore affluenza. A questo si affianca la realizzazione di un nuovo locale bonifica, adiacente alla camera calda, fondamentale per garantire sicurezza in situazioni che richiedono decontaminazione o isolamento».
«Il progetto – spiega ancora l’azienda ospedaliera – ha incluso anche la riqualificazione dell’area di collegamento tra modulo ‘Poli’ e triage, per circa 100 metri quadrati, trasformata in un nodo funzionale per la distribuzione dei flussi interni. Una riorganizzazione che consente percorsi più chiari, una presa in carico più tempestiva e una maggiore sicurezza, soprattutto per i pazienti più fragili. Importante anche l’investimento tecnologico che ha permesso di dotare il pronto soccorso di nuove attrezzature tra cui letti articolati, monitor multiparametrici, defibrillatori, telemetrie, ventilatori portatili, elettrocardiografi ed ecografi, contribuendo a migliorare la capacità diagnostica e assistenziale. L’impatto dell’intervento si estende all’intero sistema sanitario: maggiore capacità operativa, tempi di attesa più contenuti, migliore integrazione con il 118 e una maggiore resilienza della struttura nella gestione di picchi di accesso o emergenze complesse».
le dichiarazioni
«Questo intervento – afferma il direttore generale Casciari – rappresenta un investimento strategico per il futuro dell’ospedale. Abbiamo ampliato e riorganizzato il pronto soccorso per rispondere in modo più efficace a una domanda crescente di assistenza, migliorando la qualità delle cure, la sicurezza dei percorsi e le condizioni di lavoro degli operatori. È un passo concreto verso una sanità più moderna e vicina ai cittadini».
«L’ospedale di Terni – spiega la presidente Proietti – è una grande famiglia e il pronto soccorso rappresenta bene lo spirito di collaborazione, di fiducia e di spirito di servizio che caratterizza questo ospedale. Questo intervento è significativo perché valorizza ancora di più i medici, gli operatori sanitari e tutte le professionalità che ci lavorano. Sì dà inoltre seguito ai progetti del Pnrr: la scadenza qui era al 31 marzo ma abbiamo scelto questa data simbolica, un giorno prima, proprio per sottolineare l’unità di intenti di tutte le parti in causa, con l’obiettivo di integrare ancor di più i servizi di un reparto strategico come il pronto soccorso».






