Oltre cinquecento persone, ancora una volta riunite in piazza della Repubblica a Terni per una donna – come era stato poco più di un anno fa per Ilaria Sula – la cui vita è stata segnata per sempre da un uomo violento, assassino.
Sabato pomeriggio ‘Terni Donne’ ha voluto manifestare la vicinanza dell’intera comunità a Fatiha El Afghani e ai suoi familiari. Da una settimana la vita di questa donna di 43 anni, madre di una ragazza di 15 e che da anni vive e lavora a Terni, è appesa a un filo dopo essere stata aggredita a martellate su un autobus dal marito Moham El Messaoudi, poi arrestato dai carabinieri dopo una fuga andata avanti due giorni e mezzo.
In piazza, rappresentanti delle associazioni, delle istituzioni, l’Imam di Terni Mimoun El Hachmi, testimonianze e le voci – anche drammatiche – della sorella di Fatiha, di una sua cara amica che ha raccontato come ora anche la madre della donna sia in ospedale a Terni, colpita da un infarto e operata. E di Romina, i cui genitori erano assistiti da Fatiha come badante. Di seguito le loro parole e le immagini di una piazza ancora una volta commossa e colpita, che chiede giustizia per tutte le donne costrette ad affrontare le violenze di uomini privi di dignità.
Fra i temi toccati, un po’ da tutti, anche l’amarezza di sapere che il braccialetto elettronico che era stato applicato al marito della povera Fatiha, dopo l’arresto dello scorso aprile, si è rivelato inutile per difenderla. Per ragioni che oggi spetta all’autorità giudiziaria approfondire.


















