di S.F.
«Inefficiente conduzione del ciclo dei rifiuti da parte del gestore. Utilizzo solo parziale degli impianti di smaltimento presenti nel comune che impedisce, di fatto, la chiusura autosufficiente del ciclo all’interno del territorio. Cessione e trasferimento delle frazioni di rifiuto indifferenziato prodotte nel territorio presso impianti di altri Comuni per le necessarie operazioni di smaltimento, con costi di gestione straordinari, progressivi e non tollerabili». Sono le ‘contestazioni’ contenute nella proposta di delibera per il consiglio legate all‘approvazione delle tariffe 2026 per la Taric a Terni: martedì pomeriggio il primo confronto in III commissione, poi mercoledì toccherà all’assise. Il sindaco Stefano Bandecchi ha ‘spoilerato’ la bocciatura. Vedremo come andrà.
Terni, tariffa rifiuti: c’è un +4,18%, il Pef sale di 1 milione. A San Gemini -20,77%
Della validazione del Pef da parte di Auri abbiamo già scritto – articolo sopra – e ora, come per tutti i Comuni, spetta ai singoli enti approvare le tariffe. Palazzo Spada ha già espresso il voto negativo in sede Auri ma, in ogni caso, deve deliberare. Tra gli argomenti inseriti nell’atto ufficiale c’è quello dei crediti dichiarati inesigibili, pari a 3,6 milioni di euro nel 2026: «Nonostante questa direzione – ufficio unico delle entrate, ndr – abbia richiesto più volte di ripartire equamente la quota parte di essi già definita in relazione alla scadenza del contratto in essere, questo non è avvenuto. Nel contempo non è stato possibile comprendere come siano state quantificate le restanti quote di crediti inesigibili inserite nel Pef», la critica mossa in tal senso. Veniamo al dunque senza soffermarci troppo su dettagli tecnici di difficile comprensione per non addetti ai lavori. Al cittadino sapere quanto si paga.
LE TARIFFE TARIC 2026 CON IL RIALZO 2026: LA PROPOSTA E LE CIFRE COMPLETE

Il Pef 2026 sale del 4,18% rispetto al 2025, per un valore complessivo di 24,6 milioni di euro (13,1 per costi variabili e 11,5 per quelli fissi). Asm questa settimana ha inviato al Comune due simulazioni per le tariffe dell’anno in corso, una con l’invarianza dei conferimenti minimi e la seconda con un decremento del 25% dei conferimenti minimi: «Nell’aumento tariffario – si legge nell’atto inviato ai consiglieri – previsto per entrambe le simulazioni la cifra di 6 euro per utenza costituisce la componente perequativa introdotta da Arera per il finanziamento del bonus sociale rifiuti. Tra la prima e la seconda simulazione la differenza di costo incide esclusivamente per le utenze non domestiche (6.352), essendo invece applicabile alle domestiche (54.409, per entrambe le simulazioni) un incremento tariffario del 6% (5% per nuclei di 1 componente). La differenza tra la prima e la seconda simulazione, per le utenze non domestiche, comporterebbe un risparmio di circa uno/due punti percentuali che tradotti in cifre, consistono in una differenza quantificabile tra 6 ed i 9 euro per utenza». Il Comune sceglie la prima.

Viene ritenuta migliore perché «rispetto all’incremento dei costi proposto dal gestore Asm, si ritiene di non incidere anche sulla qualità ed entità del servizio da erogare. L’invarianza dei conferimenti minimi garantisce, invero, la continuità e la completezza della copertura del servizio di raccolta, evitando il rischio che riduzioni dei conferimenti minimi possano indurre gli utenti ad accumuli impropri o ad abbandoni indesiderati». Sia per le famiglie che per le attività economiche equivale ad un aumento medio tra il 5 e il 6%. La seconda simulazione acrebbe ridotto leggermente l’incremento, ma con un servizio ridotto.

Sono confermati i 250 mila euro di aiuti per le utenze disagiate (80% per famiglie con reddito basso, poi 11% per la disabilità ed il 9% per le famiglie numerose). C’è poi il recepimento del bonus sociale rifiuti (finanziato tramite Arera) e 100 mila euro in più per coprire i maggiori costi della pulizia/raccolta rifiuti nell’area della cascata delle Marmore (per via dell’aumento del flusso turistico). Un altro argomento ‘caldo’ è il recupero dell’evasione, per il quale l’ente ha chiesto ad Asm il 20 luglio delucidazioni. «L’attività – l’esito – per il periodo richiesto (primo semestre 2026) si sostanzia nell’invio di n. 825 iscrizioni d’ufficio di cui 750 per le utenze domestiche e n. 75 per quelle non domestiche. La miglior stima, soggetta a revisione a causa di cambio di gestionale, di quanto maturato ad oggi porterebbe alla previsione di un possibile importo da fatturare di circa 150 mila euro». Per il Comune la documentazione «è carente di elementi analitici ed esplicativi fondamentali circa i costi dallo stesso sostenuti per la gestione del servizio». Con una conseguenza: «I ritardi palesati potranno comportare per il 2026, un consistente minor recupero rispetto al precedente anno in cui il gettito derivante dall’attività di recupero evasione era stato quantificato in 501.392 euro; tale entrata è stata utilizzata per un ‘abbattimento’ del valore del Pef 2025 di pari importo con conseguente incidenza in abbattimento delle tariffe». A tal punto che c’è il parere non favorevole sul Pef 2026-2029 da parte della direzione governo del territorio. Altro nodo.

In ogni caso c’è l’approvazione delle tariffe nella proposta di delibera con pareri favorevoli del direttore generale e dirigente dell’ufficio unico delle entrate Claudio Carbone, nonché della dirigente alle risorse finanziarie Grazia Marcucci. Il primo cittadino ha già annunciato che la manovra sarà portata in aula – ci mancherebbe -, ma sarà bocciata dalla maggioranza. Non resta che attendere la mattinata di mercoledì. Prima però ci sarà la commissione: martedì pomeriggio a palazzo Spada è prevista la presenza di tre uomini Asm, vale a dire Riccardo Valente Guitto (responsabile del settore finanza e controllo della società), Sandro Sidori (responsabile della gestione regolatoria ambiente) e Fabio Paoletti (responsabile del ciclo attivo e servizi commerciali).






