di Maria Luce Schillaci
In piazza Clai, nel centro storico di Terni, ha riaperto un ristorante che era chiuso ormai da diversi anni. Nuova gestione e nuovo nome, ‘Al vecchio frack’, anche per riecheggiare la celebre canzone di Modugno, brano a cui è ispirata l’ambientazione del locale: le vetrate Art Déco, le volte in mattoni, le arcate, le nicchie di travertino, gli esterni storici degli ingressi. Con un format ambientato tra gli anni ’20 e gli anni ’40.
Al timone c’è una coppia, sia professionale che nella vita: Katiuscia Altilis e Massimo De Cesaris, torinese lei, ternano lui. Due stili diversi e particolari che si riflettono anche nella loro cucina. E anche due storie particolari: «Sono nata a Torino e cresciuta dai 9 anni in poi nelle Langhe, come mi piace dire, a ‘vino e tartufo’ – racconta Katiuscia -. Ho frequentato il liceo artistico e l’accademia delle arti, con la parentesi del corso triennale per infermieri professionali terminato nel ’95. Ho fatto quindi diversi lavori, dall’operaia in un’azienda di pasta secca, alla barista, alla cameriera di sala e ai piani, fino ad entrare in un’azienda multinazionale francese di automotive dove sono rimasta per 16 anni, cimentandomi anche nell’attività sindacale per diverso tempo».
«Poi – prosegue Katiuscia – non contenta della mia vita e in seguito al grande dolore per la perdita di mio padre, precoce e inattesa, ho preso la decisione di licenziarmi e prendermi un anno sabbatico per capire ‘cosa fare da grande’ e sono partita all’avventura per l’Egitto. Ho affittato un appartamento in un residence a Sharm El Sheik e lì sono rimasta per quasi tre anni, dove ho conosciuto quello che poi è diventato mio marito, decidendo così di restare a vivere lì, intraprendendo un lavoro nella cucina di un noto resort come aiuto cuoca, mettendo in pratica la mia passione per la cucina italiana che approfondisco, studio e sperimento da quando ero ragazzina. Poi la malattia improvvisa di mia madre mi ha costretta a rientrare in Italia ma in seguito, rientrata la situazione, con mio marito abbiamo colto l’occasione di rilevare la gestione di un’attività ristorativa sul lungomare della Liguria e, così, per due anni abbiamo vissuto e lavorato in provincia di Savona, alternando l’impegno con altri, invernali, nel nord Europa».
«Terminata la parentesi in Liguria – spiega ancora – abbiamo intrapreso in modo continuativo l’attività lavorativa all’estero, fino al nostro rientro in modo permanente a Torino nel 2019, con l’apertura di un bar-caffetteria con bottega e piccola gastronomia sotto la Mole. Purtroppo a marzo dell’anno successivo, il 2020, siamo stati costretti a chiudere la nostra attività per il Covid, quindi ci siamo spostati in Germania, a Nurburgring dove c’è la pista di Formula 1, e lì abbiamo lavorato brevemente per un ristorante italiano. Quindi siamo migrati verso Monaco e poi, con il nuovo lockdown, rientrati in Italia, decidendo di andare a lavorare in Sardegna. Ma ci serviva una ‘base d’appoggio’: da qui la scelta dell’Umbria, regione bellissima che avevo solo ‘sfiorato’ in una mia vacanza diversi anni prima e che mi era rimasta nel cuore. Dall’aprile del 2021 ho lavorato per un’intera stagione a Castiadas poi, a fine settembre, sono rientrata in Umbria e, per non restare disoccupata, ho inviato il mio curriculum a diverse aziende di Terni. A contattarmi è stata la Eskigel che mi ha proposto di partecipare alla prima edizione della Eskygel Academy e dal gennaio 2022 ho iniziato la mia avventura in questa azienda che è durata per tre stagioni. Lì ho conosciuto Massimo».
«Sono nato a Terni – racconta Massimo De Cesaris – e, appena diplomato, ho iniziato a lavorare occupandomi della vendita porta a porta di libri e, successivamente, di biancheria intima. Poi come rappresentante per Terni e Rieti di Galbusera, Tre Marie e prodotti per pasticcerie, forni e ristoranti. Nel 1988 sono entrato in Eskigel, lavorando per 12 anni in sala miscele e nel 2000 sono passato in produzione dove tutt’ora svolgo il ruolo di conduttore di linea. Da circa 15 anni organizzo serate e cene-spettacolo nei ristoranti, sono stato il primo a portare il burlesque a Terni, quello professionale fatto con stile, nessuna rappresentazione volgare e grottesca di mero spogliarello, ma l’arte della seduzione e dell’intrattenimento. Nel 2022 – prosegue – ho conosciuto Katiuscia e con lei, vera forza della natura, appassionata della sua professione di chef, si è innescata subito quella magica complicità che ti porta a superare ogni ostacolo e così abbiamo deciso finalmente di coronare il nostro sogno comune: un ristorante. Io mi occupo della sala, della produzione di alcuni liquori e ovviamente dei sorbetti e dei gelati, anche in versione gourmet. Lei della cucina e insieme progettiamo i menù, le offerte gastronomiche, gli abbinamenti e le degustazioni, cercando di regalare ai nostri ospiti proposte ricercate e creative. Abbiamo creato un ristorante che ci rappresenta nelle idee e nella concezione di ospitalità che ci accomuna. Abbiamo un menù stagionale e altri seguiranno ad ogni cambio di stagione, serate a tema con menù dedicati, pranzi della domenica. Insomma, idee, entusiasmo e carica emotiva a mille all’ora, che speriamo di trasmettere a tutti coloro che vogliono venire a trovarci».
Katiuscia e Massimo però non si fermano qui: saranno anche tra i protagonisti dell’evento Sweet Pampepato. «Presenteremo una rivoluzione – spiegano -. Abbiamo unito il gusto del dolce ternano con la n’duja, l’oro di Calabria: è nato così il Pan’dujato, oltre ad altri due piatti, i tortelli al Pan’dujato e la faraona con un ripieno che sarà fusione dell’impasto del pampepato con alcuni ingredienti che caratterizzano la faraona alla leccarda della tradizione umbra». Non resta che assaggiare.






