Via libera lunedì mattina in consiglio comunale a Terni per un atto di indirizzo utile a chiedere un incontro con la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, in merito alle politiche sanitarie e la riorganizzazione con il nuiovo piano socio sanitario.
Ventuno i favorevoli, cinque i contrari: «Premesso che dalla stampa emergono notizie preoccupanti in merito alla riorganizzazione del sistema sanitario regionale in senso penalizzante per il territorio ternano, il consiglio comunale delibera di incaricare la presidente Sara Francescangeli ad organizzare quanto prima un incontro tra la presidente della Regione e una delegazione del consiglio comunale rappresentativa di tutte le parti politiche al fine di conoscere gli intendimenti della amministrazione regionale», il contenuto in sintesi.

Così commenta Roberto Pastura, capogruppo FdI: «Siamo tornati a discutere di un tema che considero centrale per il futuro della nostra comunità, ossia la riorganizzazione della rete sanitaria regionale, con particolare riferimento ai presidi del territorio ternano. Il contesto nel quale si inserisce questo dibattito non può essere ignorato. Dopo l’aumento della pressione fiscale regionale, giustificato da un presunto e mai dimostrato buco di bilancio, come evidenziato anche dalla Corte dei conti, emergono oggi indiscrezioni che parlano di un possibile ridimensionamento della sanità pubblica locale celato dietro il principio, ormai abusato, dell’efficientamento. È proprio alla luce di queste dinamiche che, in qualità di capogruppo di Fratelli d’Italia ed insieme ad altri esponenti di centro destra e del gruppo misto, ho ritenuto doveroso assumere un’iniziativa politica chiara e responsabile. Ho proposto un atto aperto al contributo di tutte le forze presenti in consiglio, con l’obiettivo di esercitare una legittima e trasparente azione di moral suasion nei confronti della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, nella veste anche di assessore alla sanità. Non posso non evidenziare con rammarico la scelta delle forze di sinistra ternane di non aderire a questa iniziativa».

«Abbiamo votato no – le parole del capogruppo PD Pierluigi Spinelli – perchè riteniamo che non ci sia bisogno di alcun incontro istituzionale, in quanto non c’è alcun documento da parte della Regione che parli di un’unica Usl e di un’unica sede amministrativa, peraltro non a Terni. Esiste solo un articolo di stampa, mi sembra veramente poco per chiedere l’ennesimo incontro. Noi come Partito Democratico stiamo comunque monitorando la situazione perchè siamo convinti che Terni debba essere rispettata e che il suo ruolo di capoluogo di provincia non possa essere messo in discussione. Sulla nostra linea ci sono anche i nostri consiglieri regionali che sono legittimi portatori degli interessi del nostro territorio. Il Pd lavora concretamente e non si perde in chiacchiere».

Infine il consigliere di AP Claudio Batini: «Ho denunciato pubblicamente come la sanità umbra sia stata ridotta a un esercizio di ragioneria, dove si tagliano visite e ricette sulla pelle dei cittadini, specialmente nel ternano. La giunta regionale continua a negare che ci sia una volontà politica di colpire sistematicamente il sud dell’Umbria. Bene, allora passiamo dalle parole alle prove. Se le mie conclusioni sono errate, se non esiste alcuna discriminazione territoriale e se davvero l’obiettivo è l’efficienza regionale, allora la strada è una sola, semplice e senza appello: qualora la riunione delle due Asl diventi inevitabile, la sede unica per l’intera Umbria deve, per logica e per giustizia, risiedere a Terni. Spostate il comando qui, tra i cittadini che oggi aspettano che i soldi pubblici arrivino mentre le cliniche private di Perugia si riempiono. Se questa proposta vi fa sorridere o vi spaventa, avete appena confermato quello che tutti i ternani sanno già: che per voi l’Umbria finisce dove inizia la provincia di Terni. Metteteci la firma o ammettete il bluff».
«Quello che è accaduto oggi in consiglio comunale – insiste Batini – sulla questione dell’accorpamento delle USL umbre merita una riflessione profonda, lontana dai selfie e dai comunicati trionfali dell’ultimo minuto. Da una parte abbiamo assistito all’esibizione del consigliere Pastura che, con la fretta di chi sente l’esigenza di consolidare il proprio ruolo di minoranza, ha cercato di correre avanti a tutti per piantare una bandierina solitaria, intestandosi la paternità di un percorso che la maggioranza stava già portando avanti con serietà e completezza. Ciò nonostante, mi sento quasi di ringraziarlo: probabilmente, senza questa sua smania da ‘primogenito’, certi ingranaggi non si sarebbero mossi con questa velocità e con questi risultati. Dall’altra parte, l’aspetto più inquietante: l’isolamento totale di PD e Movimento 5 Stelle. Mentre l’intero consiglio comunale — dalla maggioranza al Gruppo Misto, fino alle opposizioni più responsabili — si compattava per chiedere chiarezza alla Regione, la sinistra ternana ha scelto di non firmare. Hanno preferito il silenzio complice per non irritare la presidente Proietti, dimostrando di essere più fedeli ai diktat di Perugia che ai bisogni dei cittadini di Terni. Mentre Terni combatte per non essere scippata dei propri diritti, i ‘compagni’ locali hanno scelto di fare da scendiletto alla giunta regionale. Non hanno avuto il coraggio di firmare perché la loro priorità non è il malato che aspetta due anni per una visita, ma la poltrona che gli viene garantita dal silenzio. Il tempo dei teatrini e dei solisti in cerca di gloria è finito. Oggi il consiglio ha dato un mandato chiaro: non andremo a Perugia col cappello in mano, ma a pretendere ciò che ci spetta di diritto. Chi scappa, come il PD e il M5S, si assume la responsabilità di questo tradimento verso il territorio. Noi di Alternativa Popolare vigileremo H24 su ogni mossa della Regione: la nostra posizione è chiara e non arretreremo di un passo».






