di Maria Luce Schillaci
Il giardino naturalistico all’interno del parco ‘Bruno Galigani’, a Cardeto, è finalmente pronto. Dopo anni di lavoro, ora il giardino è visibile in tutto il suo splendore a tutti i cittadini e ai fruitori della storica area verde.
Completato in tutte le sue parti, il giardino è stato ideato e creato da Paolo Rinaldi Metelli, esperto del settore, insieme al valido contributo delle associazioni del territorio tra cui spicca Pro Natura. L’opera, come spiegano gli ideatori, è nata, evolvendosi negli anni, con l’intento di ricostruire un angolo di ‘natura incontaminata’ e quindi dall’aspetto apparentemente selvaggio, in quanto in realtà frutto di una manutenzione specializzata, utilizzando piante erbacee provenienti da tutto il mondo, sia autoctone, atte a resistere e prosperare malgrado il cambiamento climatico e le difficili condizioni di un suolo altamente deteriorato dalle attività umane.
La sperimentazione consiste nel rilevare quale specie prospereranno nel tempo, creando un equilibrio ecologico dinamico autonomo. Accanto alle specie ornamentali esotiche, alcune centinaia, convivono altre spontanee tipiche della flora locale, circa un centinaio, ed è questa la parte didattica del progetto. Gli studenti delle scuole di Terni vengono periodicamente coinvolti in visite guidate e conoscono così specie alimurghiche, che hanno qualità alimentari, medicinali, aromatiche o cosmetiche e che non sono facilmente rintracciabili nel contesto urbano e periurbano. Esempi ne sono la menta, le artemisie, l’iperico, le salvie, i verbaschi, le inule, le cicorie, le malve, le carote.
Queste specie, spiegano ancora i realizzatori del giardino, si sviluppano anno dopo anno, diffondendosi con i semi negli spazi che più gradiscono per le loro esigenze pedoclimatiche e per tale motivo, dopo la fioritura, devono essere lasciate essiccare sul posto per far diffondere i semi e, accostandosi alle specie ornamentali, formano un giardino rigoglioso tutto l’anno, ricco di biodiversità.
Per l’irrigazione viene utilizzata l’acqua della bonifica Tevere-Nera e la diffusione delle zanzare viene controllata per mezzo di contenitori d’acqua che, oltre a fungere da abbeveratoio per insetti e uccelli, abbattono il numero di larve grazie alla presenza di piccoli pesci che se ne nutrono. Sono inoltre presenti nidi di api solitarie. Tutta la materia organica derivata dai detriti vegetali ed è riciclata sul posto, prima come pacciamatura per i vialetti e le aiuole, trasformandosi poi in ottimo concime per le piante stesse.
I giardini naturaklistici sono diffusi in tutto il mondo, dalla sopraelevata di New York, alle grandi praterie di Piet Oudolf, alla naturalizzazione della circonvallazione ferroviaria abbandonata di Parigi o i nuovi parchi urbani di Milano, tra l’altro a costi esorbitanti. A tal proposito il lavoro del giardino naturalistico di Cardeto è stimabile attorno a centomila euro.









