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Home » Terni: «Ricordare chi ci ha donato amore»

Terni: «Ricordare chi ci ha donato amore»

di Fabio Toni
2 Novembre 2018
in Apertura 5, Attualità
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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È stata celebrata venerdì mattina nella chiesa di Santa Maria del Monumento al cimitero di Terni, dal vescovo padre Giuseppe Piemontese, la messa per la commemorazione di tutti i defunti, alla presenza del prefetto di Terni Paolo De Biagi, del sindaco Leonardo Latini, delle massime autorità militari e civili cittadine, delle associazioni combattentistiche e d’arma, e concelebrata dal vicario generale della diocesi – monsignor Salvatore Ferdinandi – e da numerosi sacerdoti della città.

2 NOVEMBRE A TERNI – LE FOTO DI MIRIMAO

Una tradizione che si rinnova

Una ricorrenza che accomuna, nel ricordo dei defunti, non solo i credenti ma tutte le persone che si sono recate in questi giorni al cimitero. Una tradizione che è segno di un legame di amore, ravvivato nella preghiera e nel ricordo: «Siamo venuti in corteo, in pellegrinaggio, accompagnati dalla famiglia o insieme ad amici, spinti da un sentimento di attesa e di sommessa speranza nel cuore – ha detto il vescovo – per ricordare, anzi incontrare, coloro che abbiamo amato, in un desiderio di custodire e ravvivare il ricordo e rinnovare la presenza, l’affetto e la relazione di persone familiari ed amici».

Il ricordo

Il vescovo ha ricordato coloro che sono morti per malattia, calamità naturali, disgrazia o violenza, i morti sul lavoro, quelli nell’adempimento del dovere. Un ricordo particolare è stato per le vittime del crollo del ponte Morandi a Genova, per il colonnello della finanza Massimiliano Giua, per don Gianni Colasanti pastore e maestro di tanti giovani della comunità cittadina, e per le vittime della prima guerra mondiale nell’imminenza del 4 novembre, primo centenario della fine.

«Si sta smarrendo la pietà, a vantaggio del materialismo»

Nella giornata di commemorazione dei defunti il vescovo ha posto l’accento sul senso del dolore e del ricordo in una società che tende a smarrire il senso di pietà verso i defunti: «Questo giorno è stato pensato come giorno della memoria e per rinnovare e mettere a fuoco la pluralità dei ricordi, onorare quanti ci hanno preceduto: da soli, con la famiglia e con la comunità civile, sociale. In questo modo alimentiamo e irrobustiamo l’identità della città, della società, del gruppo. Alimentiamo la pietas che alberga nell’animo umano, ossia la devozione religiosa, il sentimento d’amore patriottico e di rispetto verso la famiglia, verso gli avi. Ai nostri giorni, specie nelle società occidentali si sta smarrendo il senso di pietas. E come il senso religioso si sta raffreddando, anche il sentimento di pietà e di memoria verso i defunti si sta smarrendo. Forse è conseguenza di quel senso di nichilismo o di materialismo che dà peso a ciò che si tocca. La considerazione del comune destino e il desiderio di lasciare un’orma e un ricordo buono deve aiutarci a promuovere la considerazione verso i vivi e i defunti, ad alimentare i sentimenti di venerazione verso chi ci ha permesso un benessere materiale, culturale, scientifico, spirituale e morale di cui godiamo».

Curare la città, costruire il futuro

«Solo la fede nel Signore risorto può completare le due visioni precedenti – ha aggiunto il presule -, dare senso alla nostra esistenza di viventi, confortare il nostro dolore e aprire il cuore alla speranza che incontreremo coloro che abbiamo amato e che non sono più tra noi». Ed infine un invito a promuovere il benessere, la giustizia e di aprire il cuore alla speranza: «Se il cimitero è luogo della memoria e della fede e speranza nella vita eterna, tutti noi che viviamo l’esperienza terrena abbiamo il dovere di rendere la città, luogo della nostra esistenza terrena, abitabile con la bellezza, l’ecologia, il decoro, la sicurezza, il lavoro, la salute, la festa. Tutti devono vigilare perché gli uomini siano capaci di aprire il cuore alla speranza che il bene che seminiamo, le relazioni di pace che costruiamo non termineranno con la morte, ma tutto germoglierà, sarà trasformato e trasfigurato per sempre».

La celebrazione

La cerimonia è proseguita all’interno del cimitero civico con la benedizione delle corone d’alloro, la preghiera in memoria dei caduti in guerra presso il sacrario e la deposizione delle corone d’alloro presso i monumenti delle varie forze armate, corpi dello Stato, associazioni combattentistiche e d’arma e al monumento e fosse comuni dei caduti nei bombardamenti della città di Terni.

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