di Francesca Torricelli
Dopo 26 anni Stranidea cambia indirizzo, ma non cambia idea: restare nel centro storico di Terni e continuare a scommettere sulla città. A breve lo storico negozio di gadget e oggettistica lascerà via Parrabbi per trasferirsi in corso Tacito, nel cuore della zona storicamente più rappresentativa dello shopping cittadino. A raccontare questa nuova fase è Benedetta, che nel giugno del 2000, appena 25enne, decise di aprire quella che sarebbe diventata una presenza familiare per intere generazioni di ternani.
«Ero una ragazzina quando ho iniziato – racconta – avevo visto un negozio simile e mi era piaciuta molto l’idea. Ho deciso di provarci e da allora sono passati 26 anni. Ho vissuto momenti belli e momenti più difficili, ma sono sempre andata avanti». Un percorso costruito interamente in autonomia, dalla scelta del nome fino alla gestione quotidiana dell’attività. «Ho fatto tutto da sola – spiega – e la soddisfazione più grande è stata vedere tanti adolescenti crescere passando dal mio negozio. Per molti è stato un piccolo punto di riferimento dove venire a scegliere un biglietto, un regalo o un oggetto particolare».
Nel corso degli anni anche Stranidea ha seguito i cambiamenti del mercato, modificando alcuni settori e adattandosi alle nuove richieste dei clienti. Ora arriva una nuova sfida: un trasferimento che nasce dalla volontà di puntare ancora di più sul centro storico. «Sono molto affezionata a via Parrabbi, qui ho tanti ricordi e rapporti costruiti negli anni, ma credo che per il mio settore la posizione più adatta sia il corso. Ho scelto di andare più al centro possibile».
Il nuovo punto vendita manterrà il nome Stranidea e la stessa identità, ma con uno spazio più ampio. «All’inizio allestirò soprattutto la parte davanti, poi valuterò eventuali ampliamenti. Voglio continuare a puntare sui settori che già funzionano, dalla biglietteria ai gadget particolari, quegli oggetti che le persone hanno ancora voglia di vedere e scegliere dal vivo». Una scelta che arriva in un momento in cui spesso si parla di difficoltà dei centri storici e di cambiamento delle abitudini dei consumatori. Benedetta, però, guarda alla questione da un’altra prospettiva. «Secondo me il centro vive se qualcuno continua a crederci. Se tutti chiudiamo o ci spostiamo verso altre zone, il rischio è proprio quello di svuotarlo. Il corso è sempre stato il luogo della passeggiata, dell’incontro, e deve tornare ad avere movimento».
Nel suo racconto c’è anche il rapporto con le nuove generazioni, molto diverso rispetto a quello di quando Stranidea ha aperto. «Quando ho iniziato era più facile vedere gruppi di ragazzi uscire insieme, oggi con i social tante cose passano dal telefono. Magari entra una persona, manda le foto agli amici e decidono così. Però credo che ci sia ancora voglia di vivere un’esperienza diversa, di entrare in un negozio, parlare, scegliere». Proprio ai giovani guarda la nuova fase del negozio. «Mi piacerebbe riportarli un po’ nei negozi fisici, perché vedere un oggetto dal vivo, toccarlo e scegliere è qualcosa che online non può sostituire».
L’apertura in corso Tacito è prevista a breve, appena conclusi gli ultimi lavori e il trasferimento. La sfida riparte dalla stessa insegna e dalla stessa persona che, dopo più di un quarto di secolo, continua a credere che un centro storico possa essere ancora un luogo dove costruire futuro.






