di Maria Luce Schillaci
Il 2 ottobre scorso la comunità di San Liberatore (Terni) ha vissuto una giornata speciale: la restituzione pubblica della prima residenza di co-progettazione per la rigenerazione della ‘scuoletta’, organizzata dalle associazioni Demetra, Indisciplinarte e dal Centro umbro di residenze artistiche, in collaborazione con le famiglie Rapaccini e Rossi.
Il borgo si è trasformato in una mostra diffusa: fotografie e poster sono comparsi sulle pareti delle case, restituendo tracce e visioni raccolte nei giorni precedenti. Dall’interno della ‘scuoletta’, una installazione sonora raccontava i desideri e le proposte emerse durante l’incontro del 27 settembre. Una sezione dedicata alle fotografie d’epoca riportava invece in vita la memoria della festa di San Liberatore, mentre una seconda installazione sonora in cuffia invitava ad immergersi nei ricordi di San Liberatore e Collestatte, ricette tradizionali, raccolta di erbe curative, storie familiari legate al passato industriale del territorio.
L’evento ha visto una grande partecipazione locale, insieme ad artisti, architetti e progettisti culturali. Tra questi anche lo Studio Andreani che sta sviluppando il progetto architettonico per il futuro della ‘scuoletta’. Si tratta della prima residenza ospitata nella piccola frazione di San Liberatore: un punto di partenza verso la rigenerazione e la restituzione alla comunità della ex scuola del paese. Tra i desideri emersi con maggiore chiarezza, quello di farne di nuovo un centro di aggregazione, ma anche di preservare la vocazione educativa, come scuola in quanto luogo di apprendimento non formale e di cultura popolare.
I tre artisti coinvolti nel progetto sono Federico D’Orazio, Anna Martinatti e Chiara Pavolucci: «Questa esperienza – affermano – dimostra quanto la ‘scuoletta’ non sia solo un edificio da recuperare, ma un luogo già vivo nella memoria e nei desideri della comunità. Il nostro lavoro è stato quello di intrecciare storie, immagini e suoni per restituire alla collettività una visione condivisa: la ‘scuoletta’ come spazio di incontro, di cura e di apprendimento, capace di tenere insieme passato e futuro».






