di S.F.
Bagarre – l’ennesima – sulle case popolari a Terni, se ne riparla il 27 gennaio 2026. Il Tar dell’Umbria ha così deciso sul ricorso presentato da un cittadino escluso dalla quinta graduatoria del Comune adottata lo scorso 13 agosto e in riferimento al bando dell’ottobre 2023.
Terni, fronte Tar ‘caldo’ per il Comune: c’è il ricorso anche sulle case popolari
Il ricorrente (R.F. le iniziali, difeso dall’avvocato Carlo Righi) ha impugnato la determinazione della dirigente al welfare Donatella Accardo che, appunto, lo escludeva per via dell’articolo 29 (aveva ottenuto 12 punti). Se ne è parlato in udienza per l’istanza cautelare martedì 18 novembre: «Il difensore di parte ricorrente ha dichiarato che i soggetti individuati come controinteressati precedono il ricorrente nella graduatoria per l’assegnazione dell’alloggio di edilizia residenziale sociale pubblica per cui è causa e tale affermazione non è stata contestata dalla difesa comunale». Tuttavia la notifica effettuati nei confronti di una signora «deve essere considerata nulla in difetto di allegazione del Cad».
LA PIOGGIA DI ESCLUSIONI NELLA GRADUATORIA ESTIVA. DI MEZZO L’ARTICOLO 29
Di conseguenza, «stante la mancata costituzione del controinteressato, il collegio dovrebbe ordinare la rinnovazione della notificazione nulla. Tale adempimento si rivelerebbe sovrabbondante ed in contrasto con il principio di economia dei mezzi processuali, emergendo dagli atti di causa la presenza di un più ampio numero di controinteressati». Il Tar spiega dunque che, «in considerazione della difficoltà della notifica individuale per il numero delle persone da chiamare in giudizio e della circostanza che negli atti sopra citati i richiedenti utilmente collocati nella graduatoria per l’assegnazione degli alloggi sono indicati con il solo numero di protocollo della domanda, di autorizzare il ricorrente ad avvalersi della notifica per pubblici proclami».
Il Comune dal canto suo dovrà inserire un collegamento sul sito istituzionale denominato ‘Notifica per pubblici proclami del ricorso avverso l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale sociale pubblica di cui alla determinazione dirigenziale del 27 ottobre 2023’ dal quale «possa raggiungersi la pagina sulla quale sono pubblicati i documenti e le indicazioni». Inoltre palazzo Spada «non dovrà rimuovere i documenti e le indicazioni». In più «dovrà tempestivamente rilasciare alla parte ricorrente un’attestazione dell’avvenuta pubblicazione sul sito istituzionale, nei modi indicati, dei documenti».
Non è finita qui. Infatti il ricorrente dovrà versare 50 euro al Comune per gli adempimenti indicati «in assenza di specifiche tariffe che disciplinano la materia». Curioso. Via libera all’integrazione del contraddittorio e camera di consiglio fissata a fine gennaio. La Regione Umbria non si è costituita in giudizio, a difendere il Comune sono invece Paolo Gennari e Francesco Silvi.






