Torna l’ordinanza per limitare l’uso di acqua potabile a Terni, come di consueto nel periodo estivo. C’è la firma del sindaco Stefano Bandecchi dopo l’input del Sii datato 18 giugno: varrà fino al 31 agosto del 2026.
La società ha infatti chiesto l’ordinanza «di utilizzo razionale dell’acqua dal pubblico acquedotto al fine di contrastare la crisi idrica che sempre più spesso caratterizza il periodo estivo». Il documento prevede il non utilizzo dell’acqua potabile erogata dalla rete acquedottistica del Comune per «lavaggio di piazzali e vialetti, salvo documentata ed evidente situazione inerente l’igiene pubblica; il lavaggio di veicoli (con esclusione degli autolavaggi autorizzati); gli emungimenti privati per scopi voluttuari (fontane ornamentali, vasche da giardino, zampilli, qualora non dotati di dispositivi per il riciclo artificiale dell’acqua».
Dalle 6 alle 24 non si potrà utilizzare l’acqua potabile «per l’innaffiamento di prati, giardini pubblici e privati, con qualsiasi mezzo o apparecchiatura (ad esclusione di quelli goccia a goccia), fatto salvo non venga dimostrato agli organi di vigilanza che si utilizzino sistemi di recupero dell’acqua piovana. L’irrigazione degli orti, pubblici e privati, esclusivamente sulle coltivazioni a scopo alimentare, è invece consentita dalle 24 alle 8».
Sono esclusi dall’ordinanza l’uso di acqua potabile «in agricoltura, floricoltura e zootecnia, per attività iscritte alle categorie di appartenenza; per i servizi pubblici di igiene urbana; per gli innaffiamenti dei campi da tennis in terra battuta e campi sportivi in terra battuta e in manto erboso e l’irrigazione del verde di pertinenza ospedaliera facente capo a strutture pubbliche; per tutte le attività regolarmente autorizzate per le quali necessiti l’uso di acqua potabile e nei limiti di quanto autorizzato».
«Il riempimento delle piscine, sia pubbliche che private, nonché il rinnovo parziale dell’acqua è consentito in ragione – infine – del mantenimento dei parametri di igiene, previo accordo sulle fasce orarie da concordare con il gestore della rete di acquedotto. La presente ordinanza potrà essere modificata qualora lo stato di crisi idrica dovesse perdurare ed aggravarsi, anche prorogandone il previsto termine del 31 agosto 2026».






