Tutti assolti perché ‘il fatto non è previsto dalla legge come reato’. Questa la sentenza emessa lunedì pomeriggio dal tribunale di Terni in composizione monocratica – giudice Francesco Maria Vincenzoni – nei confronti di dodici imputati, una 69enne di Narni – medico di medicina generale della Usl Umbria 2 – e undici pazienti che nel 2021, in piena epoca Covid, erano stati ‘esentati’ dalla vaccinazione specifica con varie motivazioni, supportate dai relativi certificati medici.
Per tutti, a seguito delle indagini condotte dal Nas di Perugia, era maturata l’accusa di ‘falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici’. Questo perché, secondo l’accusa – almeno inizialmente, visto che la richiesta in aula è stata di assoluzione per tutti – la professionista aveva «attestato falsamente la sussistenza di dati anamnestici ostativi alla vaccinazione e legittimanti la relativa esenzione». Nella sostanza, per gli inquirenti erano state ‘aggirate’ le regole in essere al tempo e i pazienti che non volevano sottoporsi al vaccino anti-Covid, ci erano riusciti con la ‘complicità’ della dottoressa.
Una lettura rigettata – le motivazioni verranno depositate entro i prossimi 90 giorni – dal tribunale di Terni che ha inteso assolvere tutti gli imputati. Logica la soddisfazione, loro e dei legali difensori che li assistono: gli avvocati Attilio Biancifiori – per la dottoressa -, Mauro Sandri, Alessandro Ferri, Roberto Mastalia, Mirko Faggiani, Arnaldo Sebastiani, Maria Rosaria Carlani, Anna Mattioli, Katia Ceccaccio, Teresa Lucio, Francesco Bassitto, Fabrizio Maria Sensi, Massimo Carignani e Flavio Aristei.
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