Terni, Comune: punito dall’Agcom. Vìolata la par condicio per bilancio e brochure

C’è la delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni dopo le segnalazioni partite da Rini e Filipponi

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di S.F.

Bandecchi

La firma è del presidente Giacomo Lasorella, del commissario relatore Antonello Giacomelli e del segretario generale Giulietta Gamba. Riguarda una missiva dell’Agcom diretta al Comune di Terni per più di qualcosa che non è andato nel verso giusto nel rispetto della legge per la par condicio: c’è un doppio ordine impartito per quanto successo per la brochure pubblicitaria (il tema sono i primi undici mesi dell’amministrazione Bandecchi) ed il rendiconto di gestione 2023.

IL CORECOM ED I PROCEDIMENTI AVVIATI: COMUNE NEL MIRINO

Filipponi

L’ordine

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni impone al Comune di «rimuovere dal portale istituzionale la comunicazione dell’ufficio stampa pubblicata il 22 aprile 2024 recante ‘Approvato il rendiconto 2023. Aumentano gli accantonamenti. Il consiglio approva. Non è stato necessario finanziare disavanzi’ e di pubblicare sul sito web, sulla home page, entro un giorno dalla notifica del presente atto, e per la durata di quindici giorni, un messaggio recante l’indicazione di non rispondenza della comunicazione dell’ufficio stampa e della distribuzione del dépliant titolato ‘11 mesi della politica del fare’». L’atto (del 22 maggio) può essere impugnato al Tar Umbria. Da ricordare che tra i procedimenti avviati dal Corecom c’è anche quello legato alla conferenza stampa dello scorso 17 aprile sull’occupazione di suolo pubblico.

LA SPESA DA 4.200 EURO PER 60 MILA BROCHURE PUBBLICITARIE

Rini

Il motivo

Già il 30 aprile scorso il Corecom Umbria aveva trasmesso le conclusioni istruttorie e le delibere per il procedimento avviato a seguito della «segnalazione del consigliere comunale Francesco Filipponi e della successiva segnalazione del coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, signor Alberto Rini». Il comitato regionale ha contesto a palazzo Spada la violazione legge 28 del 2000 (articolo 9): «Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla  chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le  amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad  eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni». Risultato? «nel caso di specie, il dépliant non veicola informazioni in modo neutrale, ma contiene elementi tesi ad evidenziare i risultati raggiunti. L’ente avrebbe dovuto prevedere, nella medesima determinazione, la sospensione di qualsiasi attività di realizzazione e diffusione delle brochure informative». Stesso discorso per il consuntivo 2023: «Il comunicato non appare avere il carattere di impersonalità, pur riportando informazioni riferite all’attività istituzionali degli organi dell’amministrazione». Le attività oggetto di segnalazioni sono state «realizzate dal Comune di Terni con i mezzi e le risorse dell’Ente e sono, pertanto, allo stesso imputabili». C’è dunque l’input di rimozione.

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