Treofan, Hgm conferma: «Riassumiamo 100 dipendenti». L’altra offerta al vaglio del Mise

Terni – L’azienda ribadisce gli impegni sul fronte occupazionale. Nei prossimi giorni altri dettagli sul piano

Condividi questo articolo su

Reimpiego graduale di 100 ex dipendenti Treofan, con avvio delle riassunzioni alla fine della cassa integrazione in scadenza a febbraio: Hgm ha confermato i suoi impegni, sul piano occupazionale, nel corso dell’incontro al Mise che si è svolto lunedì pomeriggio con sindacati e istituzioni. Lo ha fatto per bocca del management che nei prossimi giorni fornirà ulteriori dettagli sul piano industriale, indirizzato in comparti diversi – anche in questo caso c’è la conferma – da quello chimico, tra cui telefonia e fibra. A rendere noto l’esito dell’incontro è Fabrizio Framarini, segretario generale della Fim Cisl dell’Umbria.

L’esito del tavolo

«Nell’incontro – spiega Framarini – sono stati sommariamente illustrati da Hgm gli impegni per la reindustrializzazione del sito Treofan di Terni». Presenti in videoconferenza Regione Umbria e Comune di Terni, organizzazioni sindacali nazionali e regionali, il liquidatore Filippo Varazi e, per la holding di telecomunicazioni, il presidente Francesco Sangiovanni oltre allo staff tecnico. Da discutere ci sono anche altri dettagli, non ultima la bonifica del sito e lo smontaggio degli impianti da parte di Jindal. Oltre questo elemento, il Mise si è preso anche l’impegno di valutare entro una settimana l’altra proposta fatta dalla cordata di imprenditori capeggiati dal ternano Paolo Gherardi, giunta in extremis sul tavolo del Mise, che prevederebbe la ripartenza degli impianti e la loro riconversione. «Come Femca Cisl – spiega Framarini – riteniamo che vada fatta assoluta chiarezza su questa seconda ipotesi e bene fa il Mise a muoversi velocemente in tal senso. Appurato ciò però va immediatamente avviato il confronto sul piano industriale e la sua relativa realizzazione».

Treofan, la proposta Hgm sul tavolo del Mise tra dubbi e timori

CHI C’È DIETRO LA HGM: I FRATELLI SANGIOVANNI

I fratelli Sangiovanni (foto genova3000.it)

La posizione della Cgil

«All’incontro – il pensiero della segreteria nazionale e territoriale Filctem Cgil – è stato presentato per grandi linee il progetto di Hgm, che resta al momento l’unico progetto in campo secondo le dichiarazioni del Liquidatore. Durante l’incontro la segreteria della Filctem Cgil nazionale ha fatto presente al tavolo di avere ricevuto una lettera di manifestazione di interesse da parte di un advisor internazionale, di cui ancora non è dato conoscere un vero e proprio piano industriale per ottenere almeno una valutazione preliminare da parte del ministero. Nelle conclusioni il dottor Annibaletti, del Mise, ha espresso la volontà di fare una ulteriore verifica con il soggetto che ha presentato la manifestazione di interesse al fine di valutarne l’effettiva capacità e serietà, entro la fine della settimana al fine di procedere spediti nell’analisi di dettaglio dei progetti. Dal canto suo abbiamo assistito alla presentazione della società Hgm, azienda a conduzione familiare, di proprietà della famiglia Sangiovanni, che opera nel settore della fibra ottica, una delle cinque aziende nazionali del settore, con verticalizzazioni nel settore telecomunicazioni e digitalizzazione. Per voce dell’ad Francesco Sangiovanni, l’acquisizione dello stabilimento Treofan di Terni, sarebbe strategico per la crescita e lo sviluppo dell’azienda nel centrosud, visti gli attuali insediamenti tutte nel nord del paese. L’insediamento di Hgm a Terni, rappresenterebbe, secondo il dottor Sangiovanni, una opportunità nella transizione energetica ed ecologica, con spiccata propensione alla economia circolare. Il piano industriale – prosegue la Cgil – inoltre garantirebbe la continuità lavorativa a 100 occupati, dopo adeguata formazione per lo svolgimento delle nuove attività, mentre per uno dei quattro driver del progetto è in sostanziale continuità con il settore chimico farmaceutico. La dead line dell’operazione dovrebbe prevedere una conclusione entro febbraio 2023. In conclusione quindi nei prossimi giorni dopo la verifica ministeriale sul secondo progetto, dovremmo finalmente avviarci verso la fase conclusiva, con tantissimi elementi da discutere ma che fa intravvedere uno spiraglio di luce oltre il tunnel, per i lavoratori, per il polo chimico, per il territorio e la regione, in un momento storico ed economico così difficile».

Condividi questo articolo su
Condividi questo articolo su

Ultimi 30 articoli