di S.F.
La Piattaforma umbra per il monitoraggio ambientale, denominata con l’acronimo Puma. Questa, salvo sorprese, la novità in arrivo sul territorio: c’è l’input dell’esecutivo Proietti affinché sia valutata la possibile costituzione del nucleo operativo ad hoc per sviluppare il progetto.

Si parla – in sintesi – di un nucleo «dedicato al monitoraggio ambientale mediante l’impiego di droni e sensoristica avanzata». Vengono citati anche i principali ambiti di utilizzo delle tecnologie: monitoraggio di discariche, siti contaminati e aree industriali; controllo delle attività estrattive, supporto alle attività di monitoraggio del rischio idrogeologico e delle frane, sorveglianza di aree naturali e siti sensibili dal punto di vista ambientale e supporto tecnico alle attività di gestione delle emergenze ambientali quali sversamenti, incendi, eventi alluvionali o situazioni di rischio per il territorio.
Nel dettaglio si parla di utilizzo di «sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (droni) per rilievi fotogrammetrici, multispettrali e termici; sistemi di scansione tridimensionale basati su tecnologia Lidar e Slam; laser scanner terrestri per rilievi ad alta precisione; sistemi georadar per indagini non invasive del sottosuolo e software avanzati per l’elaborazione e la gestione di dati territoriali georeferenziati». In campo in tal senso Regione e Arpa. L’assessore proponente è Thomas De Luca.






