Unionmeccanica Confapi ha sottoscritto nei giorni scorsi con Fim, Fiom e Uilm l’ipotesi di accordo collettivo economico scaduto lo scorso dicembre. «Si tratta – riporta una nota di Unionmeccanica – di un percorso innovativo rispetto alle precedenti esperienze contrattuali, che si inserisce in un contesto storico associativo e geopolitico complesso, attraverso il quale viene confermato e riconosciuto come principale contratto collettivo nazionale di rappresentanza delle Pmi, quello di Unionmeccanica. L’ipotesi di accordo prevede un aumento dei minimi retributivi per il biennio 2025-2026 pari a 100 euro (rapportati al V livello) comprensivi dei 27,90 euro già erogati a giugno 2025, con le seguenti decorrenze: 22,10 euro a settembre 2025; 50 euro a giugno 2026. L’accordo – prosegue la nota – trova la sua genesi nella necessità di riavviare le relazioni industriali con le organizzazioni sindacali di rappresentanza del settore metalmeccanico e riaffermare affidamenti raggiunti nello scorso rinnovo contrattuale di importanza politico-sindacale strategica per il settore metalmeccanico industriale delle piccole e medie industrie private». «Nell’applicazione pratica – spiega il presidente di Unionmeccanica, Lorenzo Giotti – è stato un atto di estrema responsabilità concordare sin da subito e per il biennio 2025-2026 un aumento retributivo che sia di soddisfazione per le lavoratrici, i lavoratori e le imprese».






