Una sala comunale ‘Santa Maria’ gremita in ogni ordine di posto, ha ospitato domenica pomeriggio l’incontro pubblico ‘Il paesaggio che non vogliamo’. L’evento, organizzato da una rete di associazioni tra cui Comitato Patrimonio Valnerina, Italia Nostra e Amici della Terra, ha registrato una partecipazione importante, segno dell’allarme diffuso tra la popolazione riguardo ai progetti di impianti eolici industriali previsti tra Spoleto e la Valnerina.
Il dibattito, caratterizzato da un forte coinvolgimento del pubblico, ha visto l’intervento di docenti universitari, medici ed esperti tecnici, da Maurizio Conticelli al professor Luciano Giacchè, fino alla professoressa Francesca Sarti. Ed è emersa una visione comune e preoccupante: i progetti in questione non rispondono a reali esigenze del territorio, ma seguono logiche speculative.
«Siamo di fronte ad un piano orchestrato da multinazionali straniere e italiane – è stato detto nel corso degli interventi tecnici – che mira a sfruttare il nostro territorio lasciando qui solo i danni ambientali e paesaggistici, mentre i profitti e le rendite economiche verranno dirottati altrove, in altre aree d’Italia o all’estero, impoverendo per sempre la Valnerina».
Durante l’incontro sono state evidenziate le ‘criticità del progetto ‘Energia Valnerina’ ed ‘Energia Montebibico’. Il dottor Giacomo Giujusa e il geometra Eugenio Rancani, esperti del settore, hanno sottolineato come la tecnologia eolica proposta sia economicamente inefficiente per l’orografia locale. Ancora più allarmante il quadro tracciato dal dottor Armando Mattioli sugli impatti sanitari: le installazioni industriali a ridosso dei centri abitati rappresentano un rischio reale per la salute dei residenti, incompatibile con la vocazione di un’area che dovrebbe puntare su turismo, agricoltura di qualità e paesaggio. Questi progetti non sono per nulla rispettosi dell’identità storica e archeologica evidenziata dall’archeologa Maria Romana Picuti.
La conclusione condivisa da relatori e cittadinanza è netta: si è a favore di fonti energetiche alternative, ma che siano più efficienti e meno impattanti e decise dal territorio, non imposte da logiche di multinazionali. La comunità locale si dichiara pronta a mobilitarsi per difendere il proprio futuro da quella che è stata definita «una colonizzazione energetica senza precedenti».
L’evento è stato promosso dal coordinamento di: Comitato Patrimonio Valnerina, Amici della Terra, Coalizione TESS, Comitato Noi Amiamo Ferentillo, Italia Nostra, Umbria Verde, Benessere Ambiente Biodiversità. L’incontro è stato patrocinato dai Comuni di Vallo di Nera e di Sant’Anatolia di Narco.






