di Giovanni Cardarello
Un brusco tuffo all’indietro. Mentre il calendario segna la fine di marzo, l’Umbria si risveglia sotto l’influsso del ciclone mediterraneo Erminio che ha riportato condizioni meteo tipicamente invernali, specialmente lungo la dorsale appenninica. Dopo una giornata di lunedì 30 marzo caratterizzata da temperature in ascesa, nelle prime ore di martedì l’ingresso di aria fredda ha provocato un crollo termico repentino.
In diversi centri della provincia di Perugia si sono registrati cali fino a 6-7°C in una sola ora. Il fronte perturbato ha colpito duramente la Valnerina, dove la neve è tornata a imbiancare le cime oltre i 700 metri. Secondo i bollettini ufficiali della Protezione civile regionale e dell’Aeronautica Militare, il peggio deve ancora arrivare. Nelle prossime 48-72 ore, infatti, sono attesi venti forti di grecale con raffiche tra gli 80 e i 100 km/h che trasformeranno le nevicate in vere e proprie bufere.
Particolare attenzione è rivolta ai settori dei Sibillini e dell’Appennino Folignate-Gualdese dove gli accumuli potrebbero superare i 150 centimetri in quota, garantendo un pieno di neve per Pasqua. Le autorità sconsigliano di avventurarsi in auto sopra i 1.000 metri a causa del pericolo scaccianeve e della visibilità ridotta. Il miglioramento è atteso solo dal Venerdì Santo, con una Pasqua che si preannuncia soleggiata e con temperature in deciso rialzo.
ARTICOLI CORRELATI
Meteo: vento e neve in Umbria. Allerta ‘arancione’ per mercoledì
Meteo Umbria: settimana Santa con irruzione di aria russa e bufere di neve in Appennino






