di Giovanni Cardarello
Dopo una mattinata del sabato di relativa variabilità, con isolati scrosci che hanno già toccato quota 20 millimetri nel Folignate, l’Umbria si prepara ad un sensibile peggioramento. Una perturbazione atlantica, spinta da correnti di libeccio, investirà la regione dal pomeriggio del 7 febbraio, portando con sé rovesci e temporali localmente intensi.
La conferma della criticità arriva direttamente dal Centro funzionale regionale. La Protezione civile dell’Umbria ha infatti emesso un documento di allerta (numero 037/2026) che sancisce il ‘codice giallo’ per rischio idrogeologico su tutti i settori regionali (Zone A, B, C, D, E, F) per l’intera giornata di sabato 7 febbraio.
L’allerta è motivata dalla previsione di precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, che insisteranno su un territorio già vulnerabile. Il rischio segnalato riguarda possibili allagamenti locali, danni alle infrastrutture e potenziali interruzioni della rete stradale in prossimità di zone depresse o sottopassi, a causa di terreni ormai saturi dalle piogge dei giorni scorsi.
Secondo l’analisi di Michele Cavallucci dello staff della pagina Facebook Perugia Meteo, il peggioramento non colpirà ovunque con la stessa forza. Nel comprensorio del Trasimeno, infatti, l’attenzione resta massima ma con un pizzico di amarezza: nonostante il livello del lago sia salito di 15 centimetri da inizio anno (attestandosi a -146 centimetri sullo zero idrometrico), l’area continua a confermarsi la meno piovosa dell’Umbria. Come sottolineano gli esperti di Perugia Meteo, la storia climatologica del lago insegna che questa è la zona dove piove meno: per un vero recupero, siamo letteralmente ‘nelle mani di Giove Pluvio’.
Spostandoci verso l’area di Perugia, Corciano e Città di Castello, l’arrivo dei nuclei temporaleschi è atteso dal pomeriggio di sabato. Scenario simile per l’Eugubino, dove la vicinanza alla dorsale appenninica potrebbe accentuare la forza dei fenomeni. Situazione delicata nella Valle Umbra: tra Bastia, Assisi, Foligno e Spoleto, i terreni devono già gestire i pesanti accumuli della mattinata, aumentando il rischio di criticità localizzate.
Al sud, tra Todi e l’Orvietano, le correnti di libeccio porteranno piogge diffuse che bagneranno anche la Conca Ternana, tra Terni e Narni, confermando il trend di un inizio d’anno particolarmente umido per il meridione regionale. In Valnerina, le temperature miti manterranno la quota neve molto alta, confinando i fiocchi solo sopra i 1.500 metri.
Per domenica 8 febbraio il quadro resterà estremamente variabile. Sebbene non si prevedano piogge continue, ci saranno ampie occasioni per rovesci sparsi, più probabili durante le ore pomeridiane e a ridosso dell’Appennino. Le temperature continueranno a mantenersi di qualche grado sopra la media stagionale. Lo sguardo a lungo termine non promette però stabilità: la prossima settimana si preannuncia ancora piovosa a tratti, con un possibile e intenso peggioramento per la seconda metà della settimana, che attende però ulteriori conferme dai modelli matematici.






