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Home » Ambiente, lavoro, servizi: il ‘caso’ Umbria

Ambiente, lavoro, servizi: il ‘caso’ Umbria

di Lucina Paternesi
9 Aprile 2016
in Ambiente e salute, Apertura 5, Attualità, Cronaca, Politica
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
La discarica

La discarica

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L.P.

L’attacco ai servizi pubblici, le politiche finanziarie inefficaci contro l’impoverimento dell’economia locale, le speculazioni private nel settore dei pubblici servizi ‘favorite’ dalle amministrazioni comunali. E poi la questione più scottante di tutte, quella dei rifiuti che, da nord a sud della regione, crea non pochi problemi alle varie amministrazioni comunali oltre che alla giunta regionale.

UsbDibattito Sono stati questi i temi al centro dell’incontro che si è svolto venerdì pomeriggio a Terni, organizzato dall’Unione sindacale di base e che ha visto coinvolti in un dibattitto esponenti della società civile, sindacalisti, giornalisti, le associazioni che lavorano per la salvaguardia del territorio e che ha visto la presenza del senatore Luigi Gaetti, vice presidente della commissione antimafia. Un’iniziativa organizzata con lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza e «per rilanciare il valore dei servizi pubblici locali, per riappropriarci delle scelte sulla tutela ambientale del territorio, per difendere la buona occupazione» come affermato da Franca Peroni dell’esecutivo nazionale Usb.

Servizi esterni «Opere pubbliche in project financing che nascondono solo malaffare e tangenti, bilanci comunali sempre più ristretti, servizi sociali esternalizzati come quello delle mense – a Terni come a Perugia – spesso senza neanche una gara d’appalto, ma solo tramite concessione. La verde Umbria è ormai stretta nella morsa di una mala gestione diffusa, spreco di risorse e ignoranza. Mentre Perugia soffre, Terni è una città devastata sia sul piano ambientale che su quello occupazionale e industriale. E’ una città che sembra essersi arresa» è la constatazione della Peroni.

La discarica 'Le Crete' di Orvieto
La discarica ‘Le Crete’ di Orvieto

Rifiuti E poi c’è la questione ambientale, che a Terni è riuscita nell’impresa di far coesistere, assieme, un’acciaieria – in funzione da ormai 130 anni – e un inceneritore. «Con tutta la sicurezza per la salute e l’ambiente – ironizza Fabio Neri del comitato No Inceneritori Terni – per cui da anni ci battiamo per provare a intaccare questo muro di incompatibilità. La cosa pubblica qui è in mano a una ristretta cerchia di persone che controlla tutti gli appalti pubblici, tra cui quello dei rifiuti. Per un po’ il sistema ha retto ma, poi, il dissenso ha fatto breccia in questo muro». La realtà, per le associazioni che si battono per la difesa dell’ambiente e della salute umana, è quella che si scontra contro i poteri forti, per cui oggi «a decidere sui rifiuti è l’Acea che li vuole bruciare a Terni mentre vuole smaltire quelli speciali nella discarica Le Crete di Orvieto. E’ sempre l’Acea che ha fatto il macroregionalismo, in base ai suoi interessi, mentre la Cosp Tecnoservice era in affare con Salvatore Buzzi e la cooperativa 29 giugno (ma l’azienda ha già replicato, ricordando che «dal 2012 non ha più alcun rapporto con la Coop. 29 Giugno e con altre cooperative e società ad essa collegate e/o riconducibili, così come ogni rapporto contrattuale ed operativo con la Soc. AMA SpA è cessato sempre nel 2012. Inoltre la Cosp Tecno Service, non ha mai avuto contratti o lavori assegnati dal Comune di Roma»; ndr). Noi non ci fidiamo».

Discariche e inceneritori Non solo Terni, anche Perugia ha i suoi problemi come ricordato dal giornalista Claudio Lattanzi. Il caso Gesenu, con l’interdittiva antimafia che resta al suo posto dopo la sentenza del Tar dell’Umbria, ma anche la discarica di Borgo Giglione ormai al limite e la vicenda che ha creato un vero e proprio terremoto in seno al Pd con il progetto portato avanti dalla Acea e sostenuto dalla giunta per l’ampliamento del secondo calanco della discarica Le Crete di Orvieto. E poi c’è la questione dell’inceneritore, per cui «chi dice che per chiudere le discariche bisogna bruciare i rifiuti è un idiota» come commenta Fabio Neri e come rimarcano anche gli attivisti del coordinamento Umbria Rifiuti Zero.

Il senatore Luigi Gaetti
Il senatore Luigi Gaetti

Antimafia Perché si attui un vero cambiamento, dunque, i cittadini devono essere informati. Ne è convinto il senatore Gaetti, che è venuto a Perugia lo scorso gennaio assieme alla commissione antimafia presieduta dall’onorevole Rosy Bindi. «L’inerzia dei controlli è un’inerzia culturale – ha detto Gaetti ricordando le parole del procuratore della repubblica di Perugia Luigi De Ficchy – e questo è quello che accade in Umbria dove, apparentemente, sembra tutto a posto dal momento le istituzioni non sono mai state compromesse né tantomeno toccate da inchieste giudiziarie che riguardano le infiltrazioni criminali». Eppure la realtà è diversa, perché una partecipata in cui il pubblico detiene meno del 50% «è una situazione folle, in cui si è creato un corto circuito tra servizi, lavoro, sanità, rifiuti e impoverimento culturale e sociale oltre che economico». Per questo la ‘disapprovazione sociale’ diventa, per Gaetti, un momento fondamentale nella vita di una comunità, «quello in cui il sistema che ormai ha penetrato tutto il tessuto economico e sociale da sud a nord, con ramificazioni che arrivano a toccare anche il centro Italia e in cui gli appalti poco trasparenti sono solo uno dei cancri della società, viene messo in discussione, viene approfondito e studiato per cercare di cambiare la realtà».

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