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Home » ThyssenKrupp vende: ceduta la Vdm

ThyssenKrupp vende: ceduta la Vdm

di Marco Torricelli
19 Aprile 2015
in Ast, Economia, Imprese, In evidenza, Lavoro
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
Lucia Morselli

Lucia Morselli

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La tedesca Vdm, proprio come la ternana Ast, era tornata sotto il controllo di ThyssenKrupp, l’anno scorso, nell’ambito dell’operazione di cessione di Inoxum alla finlandese Outukumpu.

La vendita Il gruppo tedesco, nella giornata di venerdì, ha annunciato che la Vdm se l’è già rivenduta, a Lindsay Godlberg. Quanti soldi abbia incassato, il colosso tedesco non lo ha detto, ma ha garantito che influiranno positivamente sulla sua situazione finanziaria. ThyssenKrupp, peraltro, ricorda di aver sempre sottolineato l’intenzione di non conservare le due società nel medio e lungo periodo.

Le ricadute La stringata nota di ThyssenKrupp, probabilmente, non farà trascorrere un fine settimana tranquillo ad un bel po’ di gente: che nelle intenzioni dei tedeschi non ci fosse quella di tenersi ‘in portafoglio’ Vdm era stato chiaro fin da subito. Ma pure di Ast si era detto, semopre da parte dei tedeschim che le intenzioni erano quelle di rimettere in sesto la baracca per poi rimettere tutto sul mercato. E la paura torna a farsi sentire.

Le Rsu Preoccupazione. Per quello che viene definito «l’attuale stato di confusione che insiste all’interno dell’azienda, dovuto sostanzialmente agli effetti relativi alle scelte unilaterali che dal nostro punto di vista, per motivi diversi, rischiano seriamente di compromettere il raggiungimento degli obiettivi insieme prefissati nell’accordo del 3 dicembre al Mise».

Le Rsu Ad essere preoccupate sono le Rsu di Tk-Ast, secondo le quali «in un contesto non concertativo, era necessario avviare un’azione condivisa con i lavoratori, nel tentativo legittimo di evidenziare le tante contraddizioni, le inefficienze del sistema, soprattutto i rischi e le problematiche relativi ad ambiente e sicurezza derivanti, chiedendo dove necessario anche il parere tecnico di enti esterni preposti».

Gli incarichi Anche secondo le Rsu, comunque, «gli incarichi assegnati nell’ultimo periodo, su posizioni di primo piano, come Approvvigionamenti, Personale e Risorse Umane, Direzione della Produzione e Commerciale, consentono di avviare un nuovo percorso di chiarezza e di responsabilità che non dia alibi a nessuno, eliminando tutte le contraddizioni che ancora oggi continuano a persistere. A tal proposito riteniamo indispensabile approfondire le politiche di approvvigionamento avviate dai responsabili che stanno mettendo in grande difficoltà le aree, rispetto a fornitura di ricambi e servizi complessivi, aggravata da tempistiche discutibili, questioni queste sicuramente non in linea con le logiche di competitività indicate e condivise».

Le politiche Ma i delegati di base dicono di ritenere anche importante «conoscere fino in fondo l’attuale politica commerciale, nei suoi principali aspetti: non può essere sostenibile una visione di ordini limitata al mensile, riteniamo che sia necessario ricevere un’informazione puntuale e preventiva sia sulla programmazione produttiva, che sull’andamento complessivo di mercato».

Gli impegni L’auspicio è che «gli impegni che la direzione di produzione sta assumendo nelle attuali riunioni in corso, rispetto a tutte le questioni da noi denunciate e motivate, possano trovare soluzione in tempi e forme adeguati. Pensiamo inoltre, che sia opportuno e necessario perseguire una politica del personale che dia la giusta dimensione, il giusto valore e riconoscimento alle risorse umane, politica che da quanto ci risulta è fortemente in atto e perseguita in ThyssenKrupp ed a tal proposito ne rivendichiamo la pari dignità».

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