Una risonanza magnetica prescritta dallo specialista, la difficoltà ad accedere all’esame attraverso il servizio sanitario pubblico e, alla fine, la scelta di rivolgersi a una struttura privata. È la segnalazione arrivata a umbriaOn da una cittadina di Terni, che racconta la propria esperienza vissuta insieme al marito.
Secondo quanto riferisce la donna, dopo la visita specialistica il marito avrebbe dovuto sottoporsi a una risonanza magnetica alla spalla. Rivoltisi al medico di medicina generale per avviare l’iter nel sistema sanitario pubblico, sarebbe stato loro spiegato che, per poter accedere all’esame pagando il solo ticket, sarebbero stati necessari ulteriori accertamenti preliminari, tra cui ecografia, radiografia e analisi.
«Il problema – racconta la signora – è che per la radiografia non c’erano disponibilità in tempi brevi e saremmo stati costretti a farla privatamente. Tra liste d’attesa e altri esami sarebbe passato molto tempo e, se poi quei referti fossero risultati negativi, avremmo sostenuto delle spese inutilmente».
Da qui la decisione di cambiare strada. «Ci siamo rivolti direttamente a un centro privato: oggi, venerdì 3 luglio, mio marito ha effettuato la risonanza magnetica spendendo 117 euro e lunedì avremo già il referto. Alla fine abbiamo speso una cifra che sarebbe stata simile a quella necessaria per tutti gli altri esami, ma abbiamo risolto tutto in un solo giorno».
La cittadina non nasconde l’amarezza per un sistema che, a suo giudizio, finisce per spingere i pazienti verso il privato. «Trovo ridicolo che la sanità pubblica funzioni così. Tra liste d’attesa, procedure che richiedono altri esami e tempi lunghissimi, alla fine si è quasi obbligati a pagare di tasca propria».






