Un nuovo accordo regionale della medicina generale è stato sottoscritto dopo l’intesa raggiunta tra la direzione regionale salute-welfare e le organizzazioni sindacali Fimmg, Cisl medici Umbria e Snami. Lo rende noto la Regione.
Si tratta del nuovo accordo integrativo regionale che recepisce gli indirizzi del patto collettivo nazionale. «Con questo accordo la Regione Umbria – le parole della presidente Stefania Proietti – investe in una sanità territoriale più forte, moderna e vicina alle persone. Rafforziamo il ruolo della medicina generale, valorizziamo il lavoro dei professionisti e costruiamo una rete di assistenza capace di accompagnare i cittadini lungo tutto il percorso di cura. È un cambiamento importante che migliorerà la qualità dei servizi, favorirà la prevenzione, renderà più efficace la presa in carico dei pazienti cronici e fragili e contribuirà a ridurre la pressione sui Pronto soccorso e le liste d’attesa. Una riforma che guarda al futuro del nostro servizio sanitario regionale, con un’attenzione particolare ai territori più periferici e alle aree intern».
Da palazzo Donini specificano che i 36 articoli dell’accordo costituiscono «la nuova cornice di riferimento per l’organizzazione della medicina generale in Umbria e accompagna il passaggio al ruolo unico di assistenza primaria (Ruap), superando la tradizionale distinzione tra medici di famiglia e continuità assistenziale (ex guardia medica). Un modello che punta a garantire una maggiore integrazione tra i professionisti e una risposta più efficace ai bisogni di salute della popolazione».
Tra le principali novità figura l’istituzione delle équipe di aggregazione funzionale territoriale (Aft), nelle quali opereranno con pari dignità i medici di famiglia e i medici della continuità assistenziale. «Sono inoltre previsti maggiori risorse per il personale di studio, l’innovazione digitale e il coordinamento delle Aft. Il nuovo modello garantirà – scrive la Regione – la continuità dell’assistenza nelle Case della Comunità e nelle Aft per assicurare la presenza in rete sul territorio anche attraverso il supporto del numero unico 116117, punto di accesso per i bisogni di salute urgenti ma non gravi».
L’intesa inoltre rafforza «la presenza dei medici negli ospedali di comunità, promuove l’utilizzo della telemedicina e della diagnostica di primo livello e consolida la digitalizzazione attraverso il Fascicolo sanitario elettronico, favorendo la condivisione delle informazioni cliniche e la continuità delle cure. Particolare attenzione è riservata alle aree interne, dove sono previste specifiche soluzioni organizzative per garantire un’assistenza capillare, anche attraverso la telemedicina e gli ambulatori di prossimità. Tra gli obiettivi prioritari dell’accordo c’è il rafforzamento della cosiddetta medicina di iniziativa – un modello di assistenza che punta a seguire i pazienti in modo proattivo, soprattutto quelli cronici e fragili, prima che le loro condizioni peggiorino – la riduzione degli accessi impropri ai Pronto soccorso e il miglioramento dell’appropriatezza dei percorsi di cura, per contribuire anche all’abbattimento delle liste d’attesa». Entro un mese ci sarà la costituzione di un tavolo tecnico composto dalla Regione, dalle aziende sanitarie e dalle organizzazioni sindacali firmatarie per monitorare l’attuazione dell’accordo e il raggiungimento degli obiettivi previsti.






