Un malore improvviso, i primi soccorsi prestati da alcuni cittadini e da un’operatrice sanitaria, poi l’attesa dell’ambulanza arrivata da Acquasparta perché quella in servizio a Terni era già impegnata. È l’episodio avvenuto martedì mattina in via Breda e raccontato da ‘Il Messaggero Umbria‘ in un articolo firmato da Monica Di Lecce, che riporta nuovamente l’attenzione sulle criticità del sistema di emergenza-urgenza nel territorio ternano.
Secondo la ricostruzione pubblicata dal quotidiano, un uomo di mezza età, mentre percorreva via Breda a bordo di un ciclomotore, è stato colto da un malore improvviso ed è caduto a terra. A prestargli i primi aiuti sono stati due ciclisti che hanno assistito alla scena. Poco dopo è sopraggiunta casualmente un’operatrice sanitaria, che ha valutato la gravità della situazione e ha collaborato con l’automedica del 118, arrivata rapidamente sul posto, nelle prime manovre di soccorso.
Il trasporto in ospedale, però, non è stato immediato. Come riferisce ‘Il Messaggero Umbria‘, «l’unica ambulanza del 118 presente in città non era disponibile», rendendo necessario l’intervento di un mezzo proveniente da Acquasparta. L’uomo, che si trovava a circa due chilometri dall’ospedale di Terni, ha quindi dovuto attendere l’arrivo dell’ambulanza partita da una località distante una ventina di chilometri. L’episodio, sottolinea il quotidiano, evidenzia anche il ruolo decisivo dei soccorsi prestati nell’immediato dai presenti e dell’intervento dell’operatrice sanitaria, risultati determinanti in attesa del trasferimento in pronto soccorso.
La vicenda riporta così al centro dell’attenzione una questione più volte sollevata negli ultimi mesi: la dotazione dei mezzi di soccorso a disposizione del distretto ternano. Come ricorda ‘Il Messaggero Umbria‘, il territorio può contare su una sola ambulanza con base a Terni, affiancata da quelle di Acquasparta, San Gemini Sud e Ferentillo, quest’ultima operativa soltanto nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20. Una configurazione che, in caso di interventi contemporanei, comporta frequentemente il ricorso ai mezzi provenienti dagli altri comuni del distretto e, in alcuni casi, anche da Narni e Amelia. Una situazione sulla quale, nelle scorse settimane, anche le organizzazioni sindacali hanno richiamato l’attenzione delle amministrazioni locali, evidenziando le difficoltà legate alla copertura del servizio di emergenza in un’area che serve oltre 135 mila abitanti.






