Ottobre da sempre, per il mondo cristiano è il mese dedicato alla Madonna del Rosario. Altari e cappelle, sia nelle chiese del centro abitato che nei luoghi sperduti, sono dedicate al culto da sempre soprattutto in Valnerina. Anche gli artisti, chiamati a decorarle dalle comunità civiche e dalle confraternite, hanno raffigurato la sacra immagine nei modi più belli ed espressivi atti soprattutto ad avvicinare gli uomini alla fede e alla devozione Mariana. Altari votivi al Rosario in Valnerina, ce ne sono ovunque. Così ad esempio ad Arrone alla parrocchiale di Santa Maria Assunta (affresco); a Montefranco nella chiesa del Carmine (affresco); a Ferentillo alla Collegiata di Santa Maria di Matterella (affresco) altare della navata di destra; Gabbio chiesa di San Vincenzo (affresco); nella abbazia di San Pietro in Valle (tela) sull’altare privilegiato; a Santo Stefano a Precetto (tela) sull’altare laterale; Castellone chiesa di San Giovanni evangelista (tela). Il dipinto riproducente la Vergine del Rosario è senza dubbio quello classico, la madre e il figlio bambino attorniato da angeli e Santi. Questa volta ci occuperemo di un’emergenza artistica data da un’edicola religiosa situata sotto la cunetta lungo la strada che da Monterivoso costeggia il fosso di Castellone, a Ferentillo. Il luogo è ameno, costellato di ulivi e cespugli, a primavera è tutto una bellezza di fiori. «Edificata attorno alla fine del XVII secolo più volte rimaneggiata – afferma lo storico locale Carlo Favetti – essa rappresenta per la popolazione un luogo di sosta e meditazione spirituale oltre che di arrivo dopo una passeggiata dal vicino paese di Monterivoso. Qui all’edicola giunge, una volta l’anno, una processione. La cappelletta al suo interno si mostra con una copertura a volta e pavimento in mattoni in cotto; il suo interno è tutto affrescato. Sulla parete di fondo, dove è situato l’altarolo – continua – è raffigurata, in affresco, la classica Madonna del Rosario recante il bambino Gesù sulle braccia, con in basso, sui due lati, Santa Caterina e San Domenico tra angeli e altri Santi rosarianti. Sulle pareti laterali sono dipinti alcuni figure di Santi, si distinguono Sant’Antonio, Santa Lucia e altre Sante di non chiara interpretazione per il cattivo stato di conservazione. Infatti i dipinti – aggiunge Favetti – meriterebbero un recupero urgente almeno per bloccare il degrado provocato dall’umidità causata da infiltrazioni provenienti dalle acque di scolo della strada sovrastante. Per lo stile con cui sono stati realizzati gli affreschi, l’autore si potrebbe rintracciare in un anonimo umbro attivi in Valnerina con influenze abruzzesi. Un tempo – conclude lo storico – la cappelletta era isolata e quindi i dipinti erano maggiormente protetti. Soltanto ai primi del ‘900 fu realizzata la strada carrozzabile attuale che conduce alle frazioni di Colleolivo, Castellone alla montagna del Salto del Cieco per poi raggiungere Polino e Leonessa».







