Strada chiusa da un giorno all’altro, accessi negati e disagi crescenti per chi vive nella parte alta del borgo. È la situazione segnalata da alcuni residenti di Papigno che denunciano le difficoltà legate alla chiusura della viabilità nelle strade adiacenti la chiesa, «avvenuta – riferiscono – con un preavviso minimo e senza adeguate informazioni ai cittadini».
Secondo quanto raccontato, i cartelli di chiusura sarebbero stati posizionati «nella serata di lunedì 5 gennaio, intorno alle 19, con l’indicazione che dal 7 gennaio la strada sarebbe stata interdetta al transito, senza però chiarire inizialmente le motivazioni». Solo in un secondo momento i residenti avrebbero appreso che si tratta «di lavori sulle fognature e di bonifica di un muro di cinta nella parte alta del borgo, interventi ritenuti necessari dagli stessi cittadini ma che, sempre secondo quanto riferito, dovrebbero protrarsi fino a marzo».
Una chiusura totale che sta creando problemi soprattutto alle fasce più fragili della popolazione. «Quella stradina è l’unica via percorribile per i mezzi – spiegano – e non si è tenuto conto del fatto che lì abitano persone anziane, cittadini con disabilità e famiglie che hanno esigenze quotidiane». In particolare, viene segnalata l’impossibilità «di far arrivare forniture essenziali come la legna, spesso unico sistema di riscaldamento per chi vive nella parte alta del paese e utilizza stufe o camini».
Inizialmente, aggiungono, sarebbe stato «negato anche il passaggio pedonale, consentito solo dopo ripetute richieste». Anche ora, però, la situazione resta complicata: «Molti residenti sono costretti a lasciare l’auto nel parcheggio sottostante e a raggiungere le abitazioni attraverso una lunga scalinata di oltre 130 gradini. C’è chi deve affrontarla con le buste della spesa e chi, con problemi di mobilità, è di fatto confinato in casa senza nemmeno la possibilità di salire in auto per scaricare i beni essenziali». I cittadini chiedono soluzioni di buonsenso, come «l’apertura della strada nelle ore serali, quando il cantiere è fermo, o almeno uno o due giorni a settimana per consentire il passaggio delle auto, dei furgoncini per la legna e l’accesso ai servizi essenziali. Basterebbe poco per venire incontro a chi vive qui», sottolineano.
A complicare ulteriormente il quadro c’è anche il problema della raccolta dei rifiuti. «Da tre giorni i mastelli non vengono ritirati – segnalano – perché i mezzi non possono passare a causa della strada chiusa. Così l’immondizia resta davanti alle case». Tra le proposte avanzate, anche l’installazione temporanea di punti di raccolta alternativi. Il sentimento diffuso è quello di un progressivo abbandono. «Non ci piace lamentarci o fare polemiche – concludono – ma Papigno sembra non interessare più a nessuno. E pensare che è un paese molto carino: basterebbe poco per renderlo un piccolo gioiello».






