L’ottenimento del permesso di soggiorno, avvenuto lo scorso febbraio. È quello lo spartiacque fra una vita che scorreva normalmente e un’altra segnata da violenze, insulti, imposizioni. Fino all’arresto avvenuto fra il 1° e il 2 aprile scorsi e, soprattutto, la brutale aggressione consumata sabato 9 maggio sul bus di linea 22/ a Santa Lucia di Stroncone (Terni).

Da quando il 42enne Mohamed El Messaoudi aveva ottenuto, dopo il ricongiungimento avvenuto il 4 dicembre del 2025, il titolo per stare in Italia, il suo comportamento verso la moglie Fatiha El Afghani – sposata il 16 ottobre del 2023 in Marocco – era radicalmente mutato. Intanto l’uomo le aveva dichiarato apertamente, e a più riprese, di averla sposata solo per ottenere il permesso di soggiorno. Poi erano frequenti le aggressioni verbali e fisiche, accompagnate da un controllo totale non solo del suo telefono – telefonate, contatti, chat – ma anche del suo modo di vestire, con gli abiti che dovevano essere sempre lunghi per coprire ogni parte del corpo.
Da febbraio, quindi, e fino all’arresto dell’uomo dopo l’ultimo violento episodio di inizio aprile seguito dall’arresto di El Messaoudi, l’esistenza di questa donna di 43 anni – madre di una ragazza – che ora lotta fra la vita e la morte dopo essere stata presa a martellate dal marito a bordo del bus, era diventata ancora più difficile, impossibile. Solo la distanza, quando lui lavorava come rocciatore e da pendolare presso una ditta di Belluno – per sette/otto giorni stava al nord e altri quattro o cinque tornava a Terni – attenuava i maltrattamenti. Che esplodevano quando il 43enne rientrava in città e che la notte fra il 1° e 2 aprile scorsi – complice una lite dopo la decisione del 43enne di licenziarsi e l’ennesimo riferimento al matrimonio ‘per convenienza’ – sono sfociati, dopo l’allarme lanciato dalla figlia della donna, nell’intervento dei carabinieri presso l’abitazione familiare di via Rosselli e con l’arresto dell’uomo per maltrattamenti e lesioni personali.
Poco più di un mese dopo, allontanato dall’abitazione e colpito dal divieto di avvicinamento – almeno un chilometro la distanza imposta – alla moglie, con controllo remoto tramite braccialetto elettronico, Mohamed El Messaoudi avrebbe messo in atto la sua volontà brutale sfociata nell’aggressione a colpi di martello sull’autobus. Dove Fatiha era appena salita dopo aver prestato servizio come badante presso i due anziani che assiste a Santa Lucia di Stroncone. E dove il marito la aspettava, armato, per ‘fargliela pagare’.
Ricerche senza sosta. Anche con i cani molecolari
Nel pomeriggio di lunedì il comando provinciale dei carabinieri di Terni ha diffuso una nota che riepiloga le attività di ricerca condotte sul territorio, e non solo. «Proseguono senza sosta – si legge – le ricerche dell’uomo ritenuto responsabile del tentato femminicidio avvenuto sabato scorso a Stroncone. Tra gli assetti messi in campo dai carabinieri ci sono anche le unità cinofile molecolari, impegnate nel seguire tracce olfattive ed ematiche anche a distanza di molte ore dai fatti. Un supporto ritenuto particolarmente importante in un contesto territoriale complesso, caratterizzato da aree boschive e zone impervie».
L’operazione, coordinata dal comando provinciale dei carabinieri di Terni insieme alla procura, «coinvolge inoltre lo Squadrone eliportato ‘Cacciatori di Puglia’, reparto specializzato nelle ricerche in ambienti difficili e nel controllo di casolari e rifugi isolati, oltre al Nucleo elicotteri di Roma Urbe che sta monitorando dall’alto l’area interessata dalle ricerche».
«Nel frattempo sono stati predisposti numerosi posti di controllo lungo le principali direttrici e nelle possibili vie di fuga, mentre le attività investigative e di perlustrazione – conclude la nota – proseguono senza interruzioni. Alle ricerche collaborano anche le altre forze di polizia e il dispositivo è stato esteso su scala nazionale nel tentativo di rintracciare il presunto aggressore il prima possibile».
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