È stato pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione Umbria il nuovo avviso dedicato al ‘Progetto Bandiera’, l’iniziativa che punta a trasformare aree industriali dismesse in poli strategici per la produzione di idrogeno verde e bio-idrogeno. Un tassello cruciale nella politica energetica regionale, che guarda alla transizione ecologica come opportunità di sviluppo, innovazione e competitività.
L’avviso, inserito nel supplemento ordinario n. 3 del 10 dicembre 2025, mette a disposizione dell’Umbria 10 milioni di euro all’interno di una dotazione complessiva nazionale di 50 milioni prevista dal Decreto ministeriale 404/2024. Le risorse finanzieranno progetti ad alta innovazione tecnologica capaci di produrre idrogeno rinnovabile attraverso elettrolizzatori con potenze comprese tra 1 e 10 MW, con l’obiettivo di completare almeno dodici impianti entro il 30 giugno 2026.
Per l’assessore allo sviluppo economico Francesco De Rebotti, il ‘Progetto Bandiera’ rappresenta «un’importante occasione per investire in tecnologie avanzate e sostenibili, contribuendo concretamente alla transizione energetica e alla valorizzazione del territorio». De Rebotti sottolinea anche come l’Umbria stia consolidando il proprio impegno nella direzione di una produzione energetica più moderna, efficiente e rispettosa dell’ambiente, in linea con gli obiettivi nazionali ed europei.
Un passaggio che, secondo l’assessore all’ambiente, energia e cambiamenti climatici Thomas De Luca, assume un valore ancora più ampio: «Mettere al centro l’economia dell’idrogeno significa proporre una nuova visione di regione, che punti alla transizione energetica ma che diventi anche un cardine della transizione ecologica. Riqualifichiamo aree industriali dismesse, creiamo nuove connessioni nell’ottica dell’economia circolare e riduciamo la dipendenza da fattori esterni. L’Umbria può già oggi essere protagonista di un modello competitivo e strategico per le imprese».
L’avviso prevede la creazione di due graduatorie, entrambe dotate inizialmente di 5 milioni di euro: una per i progetti dedicati all’idrogeno verde prodotto da fonti rinnovabili, l’altra per il bio-idrogeno ottenuto da biomassa. Le risorse potranno essere rimodulate tra le due categorie nel caso in cui vi siano domande eccedenti da un lato e disponibilità dall’altro. La selezione avverrà tramite procedura valutativa a graduatoria.
I progetti potranno comprendere impianti di produzione dell’idrogeno, sistemi ausiliari, attività di informazione e formazione, iniziative di ricerca e sviluppo, oltre a infrastrutture di rifornimento collegate in particolare al trasporto pubblico. I finanziamenti saranno a fondo perduto e potranno coprire fino al 95% dei costi ammissibili per le iniziative orientate all’idrogeno verde e fino al 65% per quelle dedicate al bio-idrogeno. Potranno partecipare imprese di ogni dimensione, organismi di ricerca e Pubbliche Amministrazioni, anche in forma aggregata, con l’obbligo di realizzare gli interventi in un’unica area industriale dismessa e presso una sola sede operativa.
Il ‘Progetto Bandiera’ apre dunque una finestra significativa per lo sviluppo dell’economia dell’idrogeno in Umbria, tra rilancio delle aree produttive abbandonate, innovazione tecnologica e una nuova strategia energetica che parla di sostenibilità e futuro. Per partecipare, gli interessati potranno presentare le domande di contributo a partire dalle ore 10 del 12 gennaio 2026 fino alle ore 12 del 15 aprile 2026.






