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Home » Ast, bilancio in rosso: 1,8 milioni di perdite

Ast, bilancio in rosso: 1,8 milioni di perdite

di Francesca Torricelli
20 Dicembre 2019
in Apertura 5, Ast, In evidenza
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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di F.L.

Dopo tre anni di bilancio in positivo, torna il segno meno – come era nell’aria – in casa Ast: giovedì l’azienda di viale Brin ha ufficializzato i dati dell’anno fiscale 2018/2019, nei quali spicca la perdita di poco più di 1 milione 800 mila euro in termini di risultato netto, a fronte di un utile ante imposte di circa 330 mila euro.

TUTTO SU AST – UMBRIAON

Parla Burelli

«Tutte le aziende produttrici di acciaio sono in difficoltà e hanno bilanci in perdita, a causa della sovrabbondanza di offerta proveniente dall’Asia e il conseguente impatto sui prezzi derivati dai dazi introdotti all’inizio del 2018 dal Presidente Trump». Così l’amministratore delegato di Ast, Massimiliano Burelli, commenta i dati di bilancio dell’anno fiscale 2018/19 con un utile ante imposte di 332.549 euro, cui seguono imposte per 2.218.489 euro che portano il risultato netto ad una perdita di 1.885.940 euro. «Gli effetti delle contromisure introdotte dall’Europa sono stati lenti e nel periodo estivo hanno avuto un effetto nullo – aggiunge l’ad di Ast -. A fine anno qualche miglioramento si è visto, ma senza cambiare sostanzialmente il mercato».

Tutti i numeri

«Per inquadrare questo risultato – si legge nella nota diffusa dall’azienda di viale Brin – in netta controtendenza rispetto ai due passati esercizi, occorre valutare il difficile contesto in cui la società si è trovata ad operare, in uno scenario di prezzi decrescenti avviato già nell’ultimo trimestre dello scorso anno e che è andato via via peggiorando. Oltre i dazi introdotti dagli Usa, esportazioni di materiale indonesiano non limitate da nessun tipo misure di salvaguarda o dazi ed un prezzo del nichel non correlato al bilanciamento domanda/offerta, hanno fatto il resto.Per quanto riguarda Ast, le spedizioni hanno subìto, rispetto all’esercizio precedente, una flessione dei volumi complessivamente contenuta del 5,8% mentre il volume di acciaio liquido prodotto è stato di 962 mila tonnellate. Sebbene si tratti di un risultato non soddisfacente e lontano dagli obiettivi di budget che ci eravamo dati, occorre considerare che l’esito di un anno così difficile sarebbe stato ben peggiore se l’azienda non avesse adottato in questi ultimi esercizi delle azioni volte a renderla più competitiva e meno vulnerabile alle pressioni sui prezzi: in primis puntando ad una politica commerciale che abbia come clienti gli utilizzatori finali, interessati al prodotto per le caratteristiche di qualità e di servizio offerte e non solo per il prezzo. Nell’ottica del cambiamento nasce la consapevolezza che un’azienda deve valutare le proprie azioni non solo sulla base di obiettivi economico-finanziari, ma anche dell’impatto sociale e ambientale, come affermato dall’amministratore delegato Massimiliano Burelli nel corso dell’iniziativa Ocse ‘Trust in Business’ organizzata a Parigi nel mese di ottobre. Proprio in questa direzione sono stati raggiunti risultati concreti tramite investimenti basati sul principio di economia circolare, primo fra tutti il progetto di recupero delle scorie di lavorazione, attività affidata alla società finlandese Tapojarvi Oy. Ad aprile è stato inaugurato il nuovo impianto per la generazione di vapore a recupero che consente allo stabilimento di elevare al 70% del totale la quota di vapore prodotto senza l’utilizzo di combustibili fossili e ridurre le emissioni di anidride carbonica in atmosfera per un quantitativo pari a 30 mila tonnellate annue. Oltre all’impegno verso la sostenibilità, è maturata la consapevolezza che solo attraverso l’integrità ed elevati standard etici un’azienda possa ottenere la fiducia di tutti gli stakeholders: per questo Ast ha organizzato nel corso dell’anno i ‘Legality Days’, una serie di eventi aperti alla comunità sul tema della legalità. In coerenza con il percorso intrapreso, nel corso del corrente anno fiscale Ast è tra le prime otto grandi aziende in Italia e prima acciaieria in Europa ad aver ottenuto la certificazione ISO 37001 – Sistema di gestione per la prevenzione della corruzione. L’azienda ha adottato inoltre il programma ‘Leadership in Health & Safety’, con l’obiettivo di promuovere un cambiamento culturale sulla sicurezza, sul posto di lavoro e non solo, attraverso la creazione di ‘safety leaders’ in grado di influire positivamente sul comportamento dei propri collaboratori: a questo scopo sono stati organizzati numerosi workshop che hanno coinvolto circa 340 persone tra manager e preposti e una giornata dedicata alla sicurezza nei luoghi di lavoro, in cui Ast ha aperto le porte del teatro Secci di Terni alla città per la rappresentazione dello spettacolo teatrale ‘Il virus che ti salva la vita’. Nel corso dell’ultimo anno fiscale, sempre con l’obiettivo di sviluppare una nuova cultura aziendale, si sono ulteriormente consolidate le attività della trasformazione lean ‘back to basics’, tramite la realizzazione di 369 ‘Kaizen Blitz’ che hanno coinvolto 1.208 persone. ‘Back to Basics’ è stato ed è uno dei principali strumenti operativi nel contesto del progetto di ottimizzazione della produzione, ed ha sviluppato un’innovativa integrazione con il mondo qualità che ha permesso di consolidare il pacchetto di certificazioni qualitative dell’azienda».

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