Nuova udienza, giovedì mattina di fronte alla Corte d’Assise di Roma, del processo per l’omicidio di Ilaria Sula, la studentessa ternana di 22 anni uccisa un anno fa a coltellate dall’ex fidanzato Mark Antony Samson, 23 anni e reo confesso, nell’appartamento della famiglia Samson, in via Homs a Roma. In aula ha testimoniato Nors Manlapaz, madre del giovane, la cui posizione giudiziaria è già stata definita con il patteggiamento di una pena a due anni per concorso in occultamento di cadavere.
Davanti alla Corte, nell’aula nuker del carcere di Rebibbia, la donna ha ricostruito i momenti successivi il delitto, raccontando cosa trovò nella stanza del figlio. «C’era tanto sangue, ho pulito io», ha dichiarato durante l’esame, spiegando di aver aiutato Mark nelle ore successive l’omicidio. Secondo quanto emerso dalle indagini della procura di Roma, dopo aver ucciso l’ex fidanzata al termine di una lite, il 23enne avrebbe coinvolto la madre nella gestione delle fasi immediatamente successive. In particolare la donna, dopo lo shock iniziale, si sarebbe adoperata per ripulire l’appartamento ed eliminare le tracce di sangue presenti.
In aula Nors Manlapaz si è anche rivolta indirettamente ai familiari della vittima. «Mi dispiace per la famiglia di Ilaria», ha detto, spiegando di aver agito in quel momento con l’unico intento di aiutare il figlio. Al termine di un’udienza pesante e carica di tensione, i genitori di Ilaria – Flamur e Gezime, assistiti dall’avvocato Giuseppe Sforza – hanno commentato quelle parole: «Perché quando lei ha sentito Ilaria urlare dalla stanza di Mark non è intervenuta? Perché quando il figlio ha aperto la porta e lei ha visto il corpo di Ilaria non ha chiamato la polizia? Magari era ancora viva e si sarebbe potuta salvare. Invece non l’ha fermato».
Mark Samson, imputato per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla relazione affettiva con la vittima, verrà sentito nel corso della prossima udienza fissata per il 17 marzo. Dopo l’omicidio, il 23enne aveva nascosto il corpo di Ilaria in una valigia per poi abbandonarlo in una zona isolata fuori città, in un dirupo nelle campagne vicino a Capranica Prenestina. Il ritrovamento, avvenuto giorni dopo la scomparsa della studentessa ternana, aveva dato una svolta decisiva alle indagini.
La testimonianza della madre del reo confesso rappresenta uno dei passaggi più delicati del dibattimento, perché riguarda le ore immediatamente successive il delitto e il tentativo di cancellarne le tracce. Il procedimento andrà avanti nelle prossime settimane con l’audizione di altri testimoni e l’esame degli elementi raccolti dagli investigatori.
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