di Giovanni Cardarello
Un Natale salvato quasi in extremis per Andrea e Francesca – i nomi sono di fantasia -, i due professionisti sessantenni di Perugia protagonisti, loro malgrado, di una drammatica vicenda di pignoramento immobiliare. Dopo giorni di tensione e trattative, infatti, la coppia ha ottenuto la proroga di oltre un mese per lasciare la propria abitazione, garantendo così la serenità delle feste di Natale. Lo scrive Egle Priolo in un articolo pubblicato da ‘Il Messaggero Umbria‘.
L’impegno di «magistrati illuminati e solerti», spiegano i due coniugi a ‘Il Messaggero’, ha concesso tempo fino all’11 gennaio. «Avete salvato il nostro Natale. Avete salvato la nostra famiglia, almeno per un po’» hanno dichiarato Andrea e Francesca commossi esprimendo gratitudine per il tempo concesso.
La storia: casa pignorata per un debito irrisorio
La vicenda riguarda il pignoramento della casa di 120 metri quadrati, situata in pieno centro a Perugia. Casa il cui valore è stato stimato intorno ai 200 mila euro, per un debito che i due coniugi definiscono «irrisorio» e che ammonta a circa 10 mila euro. Mercoledì 3 dicembre l’ufficiale giudiziario e sei poliziotti si sono presentati nell’abitazione di Andrea e Francesca per accertare il rispetto della decisione del giudice. Una decisione che prevedeva lo sgombero immediato della casa dopo la rapida e per certi versi singolare vendita all’asta dell’immobile. È stato in quel frangente che la coppia ha potuto mostrare la documentazione relativa al caso.
Le anomalie segnalate alla Guardia di finanza
Oltre al dramma personale, la coppia, sostenuta dal figlio, sta cercando di fare chiarezza su alcuni aspetti della procedura di vendita. Andrea e Francesca, infatti, hanno segnalato alla Guardia di finanza che la vendita è avvenuta con eccessiva rapidità, con la casa battuta e aggiudicata alla prima asta, per di più ad un prezzo superiore rispetto a quello stimato dal perito del tribunale. Ma non solo. Ulteriore perplessità è data dal fatto che l’aggiudicataria dell’asta risulterebbe essere una società, una Srl semplificata, con soli 10 mila euro di capitale. Su queste basi, la coppia di sessantenni ha presentato un esposto che ventila l’ipotesi di ‘riciclaggio’. La speranza della famiglia è che, grazie alla proroga e all’intervento della magistratura, si possa fare luce su come sia stato possibile «restare in mezzo alla strada per un debito che si sarebbe potuto onorare senza arrivare a tutto questo». La famiglia ha dunque ottenuto un prezioso tempo aggiuntivo per difendersi e permettere gli accertamenti del caso.






