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Home » Covid-19, Eskigel: «Rallentare la produzione»

Covid-19, Eskigel: «Rallentare la produzione»

di Fabio Toni
18 Marzo 2020
in Apertura 5, Coronavirus, Economia, Imprese, In evidenza, Lavoro
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
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di F.L.

Dopo la polemica dei giorni scorsi, l’attenzione dei sindacati torna a concentrarsi sulla situazione della Eskigel nell’ambito delle misure anti Covid-19. A scrivere, mercoledì, sono Felsa Cisl Umbria, Uiltemp Umbria e Nidil Cgil di Terni (organizzazioni che tutelano i somministrati), rinnovando «con fermezza la richiesta di verificare e di monitorare le condizioni di sicurezza» dei lavoratori in somministrazione impiegati dall’agenzia per il lavoro Randstad. L’obiettivo è quello di «conservare il massimo livello di sicurezza in azienda, salvaguardando la salute di tutte le lavoratrici e i lavoratori nello svolgimento della mansione, conformemente a quanto sottoscritto nel protocollo anche dalle nostre organizzazioni a livello confederale».  Ma anche le organizzazioni di categoria che tutelano i dipendenti a tempo indeterminato tornano a sollecitare il prefetto di Terni perché si occupi della questione.

RSU ESKIGEL: «NOI CACCIATI DALL’AZIENDA»

Appello triplice

I tre sindacati propongono di valutare la possibilità di «rallentare la produzione qualora non sia possibile lavorare in sicurezza con i consueti livelli produttivi». Tre le richieste specifiche fatte, la prima delle quali è che «al più presto venga attuato un protocollo con procedure precise per i lavoratori in movimento sia per conduttori, jolly e sala mix». «Non a tutti i conduttori e lavoratori di sala mix – spiegano – viene fornita la mascherina prevista, tuttavia il corretto e puntuale svolgimento della mansione impone loro in alcuni frangenti di non rispettare la distanza di un metro prevista da decreto del presidente del consiglio dei ministri e protocollo». Sollecitatata anche una «cura precisa delle aree comuni e la loro pulizia e gestione, con i giusti tempi di ingresso e di cambio turno, entrate e uscite sono ancora troppo poco distanziate», mentre viene registrato «troppo afflusso negli spogliatoi», la cui aerazione, sia in quelli maschili che femminili, è «del tutto inesistente, poiché mancano le finestre», oltre alla «mancanza di scansioni precise delle pause per usufruire della sala mensa, che comporta spesso sovraffollamento».

EMERGENZA CORONAVIRUS – UMBRIAON

«Mantenere continuità»

Infine viene chiesta una «maggiore igienizzazione degli armadietti, quella effettuata nel fine settimana con degli spray al cloro è decisamente insufficiente». «In tale situazione – concludono i sindacati – sarebbe appropriato da parte di Randstad prorogare tutti i contratti in scadenza, per mantenere la continuità occupazionale nonché utile all’abbassamento del clima di tensione tra i lavoratori e le lavoratrici legittimamente preoccupati tanto della propria salute quanto per il proprio reddito. Solo e unicamente al loro senso di responsabilità oggi andrebbe fatto un plauso da parte di tutti».

Sollecito al prefetto

Intanto, sempre mercoledì, anche Fai Cisl, Flai Cgil e Uila – che rappresentano i lavoratori a tempo indeterminato della Eskigel – sono tornati a scrivere al prefetto Emilio Dario Sensi rispetto alla richiesta di intervento già avanzata lunedì in una lettera. I tre sindacati chiedono «la possibilità di interloquire con sua eccellenza, sottolineando che vi sono criticità rispetto alla gestione della situazione emergenziale attuale, data anche la grande preoccupazione di tutti i lavoratori».

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