La procura della Repubblica di Spoleto ha chiesto il rinvio a giudizio di 25 persone al termine di una «lunga e complessa» indagine avviata nel 2022 e sfociata il 4 giugno scorso nell’esercizio dell’azione penale.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli indagati avrebbero operato nell’ambito di un «sistema piramidale ben strutturato» attraverso il quale venivano promessi «elevati guadagni» a una «vasta platea di investitori» interessati all’acquisto di una criptovaluta.
Sempre secondo la procura spoletina, il valore dell’asset digitale sarebbe stato presentato come collegato alle «quotazioni dei diamanti» e alla «commercializzazione dei Big Data». Il prodotto finanziario sarebbe stato inoltre «pubblicizzato sul web e sui più noti social network», raggiungendo numerosi potenziali investitori.
Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di «truffa, abusivismo finanziario e autoriciclaggio». Per l’accusa, l’attività sarebbe stata svolta «in assenza delle prescritte autorizzazioni», mentre le somme ottenute attraverso le presunte condotte illecite sarebbero state successivamente reimpiegate in «attività finanziarie e speculative». L’attività investigativa è stata condotta dai Nuclei speciali di Polizia valutaria di Milano, Roma e Perugia, con il supporto della Guardia di finanza di Perugia.






