Per due giorni è montata la protesta dei tifosi del Perugia contro la limitazione dei posti in Curva Nord, sede storica del tifo biancorosso più acceso e accorato, che contro l’Alessandria non ha consentito a tutti di accedere a quel settore. Proteste contro il Comune di Perugia (per la ben nota vicenda del dimezzamento dei posti per ragioni sicurezza) ma anche contro la società, che non aveva colto l’esigenza di consentire a tutti gli ultras di entrare allo stadio ad un prezzo popolare. E allora, all’indomani della partita contro i piemontesi, forse anche in virtù del pareggio che ha deluso molti (la vittoria al Curi, in B, manca da un anno e mezzo), ha deciso di tendere una mano ai supporter e accogliere almeno una delle loro richieste.
La nota del Perugia Calcio
In verità nel comunicato ufficiale non si legge, fra le cause, alcun riferimento alle proteste dei tifosi, ma si parla di «normative anti Covid attualmente vigenti nonché delle condizioni infrastrutturali dello Stadio Renato Curi». Chiaro però che la scelta di uniformare il costo dei tagliandi dei settori Curva Nord e Gradinata vada soprattutto in quel senso e sia figlia della protesta – raccolta da umbriaon.it – da parte di molti abituali frequentatori della Curva Nord.
I prezzi del Curi
Intero 14 euro, ridotto (donna, over 65, under 14) 10 euro. Queste le nuove tariffe, a partire dalla partita contro il Brescia, che arriverà dopo la sosta. «Fiduciosi che tutto questo possa aiutare in un momento complicato – scrive ancora la società del presidente Santopadre – ma altresì consapevoli che il programma dei lavori possa essere attuato nei tempi previsti durante la stagione, ci auguriamo di fare cosa gradita ai nostri tifosi, pur in un contesto di limitata disponibilità dei posti vendibili».






