di Giovanni Cardarello
«Davide Pecorelli è libero e assolto dal reato di truffa. Pecorelli ha certamente commesso degli errori, ma non è un criminale da mantenere in carcere, specialmente in condizioni precarie e pericolose per la sua salute». Si può partire da qui, dalle dichiarazioni del senatore umbro Walter Verini, per raccontare la notizia della scarcerazione di Davide Pecorelli, il ‘Conte di Montecristo di San Giustino’, prosciolto giovedì dall’accusa di truffa dal tribunale di Tirana (Albania).
Un vicenda, quella di Pecorelli, che prende le mosse il 6 gennaio 2021, quando l’imprenditore del settore beauty ed ex arbitro di calcio si reca a Rinas, in Albania, dove noleggia una Skoda Fabia con lo scopo di raggiungere un imprenditore locale a cui vendere un macchinario. Ma il progetto non va come previsto, tanto che circa due settimane dopo la Skoda Fabia viene ritrovata carbonizzata con all’interno resti di ossa umane ed effetti personali di Pecorelli. Il ritrovamento viene classificato come suicidio mentre a Perugia viene aperto un fascicolo per omicidio.
Nella realtà dei fatti, dopo varie vicissitudini, compreso un avventuroso soccorso in mare su un gommone che gli vale il soprannome di ‘Conte di Montecristo’, Pecorelli viene accusato di incendio doloso, danni alla proprietà provata, truffa, occultamento di cadavere e violazione dei confini nazionali albanesi. Reati per i quali arriva prima una condanna a 3 anni e 9 mesi da parte del tribunale di Pukë e una successiva richiesta di estrazione con reclusione in Albania.
Giovedì la notizia che cambia il verso alla vicenda. Davide Pecorelli, infatti, come riporta Umbria24.it, ha visto la rideterminazione della pena e «considerato il periodo di tempo trascorso dietro le sbarre, torna libero».






